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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

UGO, LUIGI

Tenace e perseverante, lavoratore silenzioso e instancabile, Luigi Ugo è tra gli Italiani residenti a Londra quello che forse più di tutti ha dovuto lottare per crearsi un'agiata posizione.

Dalla natia Tortona egli venne a Londra nel 1921 a soli quattordici anni completamente sprovvisto di capitali affidato alle cure di un gentile signore. Una ditta Italiana gli diede lavoro per otto anni consecutivi. La ditta trattava generi alimentari e il giovinetto, nella cui mente si rafforzava sempre più il disegno di far da sè, ebbe agio, nella lunga permanenza al servizio di essa di apprendere molto. Conobbe uomini e cose, studiò l'ambiente, apprese quanto difficile fosse dirigere un'azienda e quali accorgimenti si dovessero sperimentare per riuscire felicemente; cominciò a misurare le proprie possibilità e a vagliare le possibilità che gli si aprivano per un prossimo futuro.

Nel 1929, con modestissimi capitali apri una piccola bottega di commestibili nel centro di Londra in 5, Gerrard Street e cominciò cosi la sua esistenza di libero commerciante. Gli inizi furono oltremodo scabrosi ed egli si vide amareggiata l'esistenza da una lotta continua contro tutti e contro tutto. Senza nessuno aiuto finanziario egli volle continuare a lottare spronato soprattutto dal suo orgoglio di Italiano e dalla sua tenacia di piemontese. Gli fu a fianco in questo tormentoso periodo la moglie, spirito eletto e dinamico che ne coadiuvò gli sforzi con dedizione assoluta di cuore e con laboriosa attività.

Mentre ancora incerta permaneva l'esistenza dell'azienda di commestibili, pur di progredire aprì, pure al 4, Gerrard St., nel 1932 una bottega vinicola. La nuova impresa gli costò duri sacrifici e si accorse ben presto che, se nel campo dei commestibili era riuscito a vincere in parte la concorrenza, nel campo vinicolo i suoi sforzi erano pressocchè vani. Pensò allora che era meglio sostituire la seconda azienda e trattare se mai qualche articolo che lo ricompensasse un pò più generosamente dei suoi sforzi. Così nel 1933 trasformò la bottega vinicola in un pastificio per la produzione di paste fresche. Importò dall'Italia un paio di macchine ultimo modello per la produzione di ravioli e di tagliatelle e si diede anima e corpo alla nuova industria.

Questa volta la fortuna non è stata avara con lui: i tipici prodotti italiani gli hanno aperto la strada al benessere economico. In meno di un anno i suoi affari progrediscono tanto che i modesti impianti risultarono insufficienti alla produzionedel quantitativo di pasta richiesto dal mercato. Acquistò dalla Italia, pertanto, altre macchine moderne tra cui una capace di produrre dodicimila ravioli all'ora e vide sempre più affermarsi i suoi prodotti e allargarsi la cerchia dei consumatori. Nel 1935 si trasferì dal modesto locale, che era stato palestra di dure lotte e dove aveva assaporato la gioia dei primi successi, in locali poco distanti al 14 Gerrard Street. Qui ha impiantato una vera grande azienda e gode di uno spazioso posto.

Fervido di operosa attività il pastificio di Luigi Ugo offre alla clientela prodotti di qualità inestimabili e di sapore graditissimo. Testimoniano tali pregi dei prodotti oltre alla numerosa clientela le attestazioni di benemerenze ricevute in esposizioni internazionali, tra cui molto probanti: la medaglia d'oro assegnatagli all'Esposizione di NIZZA del 1935 e all'esposizione di LONDRA del 1935.

Translation

Tenacious and persevering, a silent and tireless worker, Louis Ugo is among the Italians living in London that perhaps more than any other had to fight to create for himself a wealthy place.

From his native Tortona he came to London in 1921 just fourteen years old completely devoid of capital entrusted to the care of a genteel gentleman. An Italian company gave him work for eight consecutive years. The company dealt with food and the young man, in whose mind he always reinforced the cause of self sufficiency, took comfort in the long stay in service from which he learnt a lot. Experienced men and things, he studied the environment, learned how difficult it was to direct a company and what tricks you should test out to succeed happily; he began to measure their ability and to explore the opportunities that opened for a new future.

In 1929, with a modest capital he opens a a small grocery shop in Central London in 5, Gerrard Street and began his existence as a free trader. The beginnings were very rough and he was embittered by an existence of constant struggle against everyone and everything. Without any financial assistance he wanted to keep fighting spurred mainly by his Italian pride and tenacity of a Piedmont. He had alongside him in this tormenting time his wife, a noble and dynamic spirit who assisted his efforts with absolute heart-felt dedication and laborious work.

While the existence of the grocery shop was still uncertain, despite the progress made, he opened in 1932 at 4 Gerrard St. a wine shop. The new venture cost him heavy sacrifices and he soon realized, that while in the field of grocery he had managed to partly win in the competition, in the wine field his efforts were almost in vain. He thought then that it was better to replace the second company and trade in some article that rewarded his efforts a little more generously. So in 1933 he transformed the wine workshop into a factory for the production of fresh pasta. He imported from Italy a few of the latest model machines for the production of ravioli and tagliatelle and gave body and soul to the new industry.

This time fortune was not stingy with him: the typical Italian products have opened the way to economic well-being. In less than a year his businesses grew so much that the modest premises were insufficient to produce the quantity of dough required by the market. He purchased from Italy, therefore, other modern machines including one capable of producing 12,000 ravioli per hour and he saw more and more the affirmation of his products and widening of the circle of consumers. In 1935 from the modest premises, which had been a school of hard knocks (literally - a gym of hard struggles) and where he had tasted the joy of early successes, he moved a short distance to 14 Gerrard Street. Here he founded a big company and enjoys a spacious place.

Fervid in industrious activity Luigi Ugo's pasta factory offers customers products of inestimable quality and of very agreeable flavour. In addition to testimonies of the product qualities by numerous customers they received attestations of merit in international exhibitions, including very convincing: gold medals were awarded at the 1935 Exhibitions at Nice and London.