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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

TERRONI, CAV. RAFFAELE

"L'Italia Nostra", nei 1934, tra i profili delle persone piu prominenti della Collettività italiana tracciò brillantemente anche quello del defunto Luigi Terroni per riferirsi poi alle attività tramandate dallo stesso ai suoi figli.

Poichè è nostro intendimento in questa "Guida" occuparci di Raffaele Terroni, unico superstite dei figli, dopo la recente scomparsa del fratello Giovanni, non possiamo fare a meno di occuparci anche del padre del quale il Raffaele mantiene intatta la tradizione ed alto il nome.

Da quel di Pontremoli venne a Londra tra il 1868 e 70 Luigi Terroni, armato solo di una ferrea volontà e di spigliata intelligenza il quale, dopo qualche anno di duro lavoro e sacrifici, con i pochi risparmi accumulati, un bel giorno apri nel quartiere di Clerkenwell una piccola bottega di commestibili e vini.

In breve la botteguccia del Clerkenwell, diventa il fulcro di ogni attività italiana; attorno al Terroni si stringono altri giovani volonterosi ed attivi. Il lavoro si allarga, esce dalle viuzze scoscese del Clerkenwell, invade gli altri quartieri ove gli inglesi cominciano ad avere i primi contatti coll'ambrato olio degli oliveti liguri, con i vini del Piemonte, con i prodotti della terra italiana. Dopo pochi anni esiste di già tutta una vasta organizzazione, una fitta rete di affari, che ha ormai raggiunto ogni città di Gran Bretagna, sino a Glasgow e Edinburgo.

Ma la bottega del Terroni non è soltanto un centro di commerci anglo-italiani. Il giovane bruno, dallo sguardo vivo e dalla fronte intelligente, non è soltanto un abile uomo d'affari, è anche un patriota fervente che vede con dolore l'abbandono e la miseria che circonda i suoi connazionali. Egli vorrebbe infondere nei loro animi la speranza, tener vivo il ricordo delle cose care, far ritornare nei loro cuori il coraggio della lotta. Attorno alla sua casa vengono i dubbiosi domandando consigli, i bisognosi chiedendo aiuto; di là partono tutte le iniziative indette a mantenere lo spirito di concordia, e di fraternità fra gli italiani di Londra. A Terroni si rivolgono per suggerimenti per schiarimenti le autorità inglesi ed italiane, gli enti ed i privati, ogni qual volta occorra venire a contatto con la popolazione del Clerkenwell. Terroni è una specie di sindaco, di parroco, di console, che ha per tutti una risposta, per tutti una parola gentile, un consiglio prezioso, un incoraggiamento. Scoppia il Colera a Napoli ed ecco Terroni alla testa di un comitato per inviare sussidi. Una calamità si abbatte sulla Sicilia ed eccolo nuovamente animatore instancabile perchè da Londra parta la parola fraterna verso i derelitti colpiti dalla sciagura.

Si può dire che non vi sia movimento o iniziativa generosa, che non conti fra i suoi propagatori, il Terroni. Passano gli anni; il commercio si sviluppa si allarga, le opere di benemerenza si accumulano, ed ecco accanto a Luigi Terroni, ormai uomo d'età, schierarsi i figlioli, lavoratori probi ed onesti, gente che delle virtù del padre ha fatto specchio di vita. Così le tradizioni si mantengono e si tramandano intatte e quando tutto il Clerkenwell in gramaglia segue la salma del vecchio Luigi Terroni gli italiani del quartiere sanno che il loro amico e protettore non li ha lasciati da soli. Ed i figli sono degni del padre. La vecchia bottega ove tutto parla con un'eloquenza umile e spontanea di cose nostre, rimane quel faro attorno al quale si stringono gli umili italiani di Londra. Vi si continuano a scrivere le lettere che partono per il paesello con i risparmi del duro lavoro dell'emigrante, vi si continuano a distribuire consigli, parole buone, incoraggiamenti.

Gli anni passano, gli avvenimenti si succedono, Londra si trasforma, ma il vecchio e saldo cuore della famiglia Terroni non indebolisce per questo. Ogni nuova occasione consolida quel legame spirituale che ormai costituisce una luminosa tradizione di fraternità italiana in terra straniera. E. quando il Fascismo sorgerà per dare un nuovo e saldo indirizzo di vita agli italiani ecco i Terroni, più forti, più generosi, più entusiasti che mai continuare all'ombra del Littorio il lavoro iniziato con tanto amore dai padri.

Coadiuvato dal nipote Duilio, Raffaele Terroni continua tuttora quella tradizione tramandatagli dal padre. La sua bottega è ancora in questo anno 1939, meta di connazionali che a lui ricorrono per consigli nei loro affari, e non manca chi gli domanda aiuto per incamminarsi nel commercio.

Fascista del 1921 egli ha dato sempre il suo disinteressato contributo alle attività del Fascio. Le cariche a lui affidate dalle passate autorità consolari e fasciste sono state da lui disimpegnate con senso di responsabilità e di patriottismo. Difatti dal 1920 al 34 fu Segretario onorario della Società di Assistenza; contemporaneamente dal 21 al 34 resse la Segretaria delle Scuole di San. Pietro. Nel 1923 fu nominato Governatore a vita dell'Ospedale Italiano e nel 1925 con intelletto d'amore molto si adoperò per la riuscita della raccolta del dollaro; per le sottoscrizioni per la festa della Margherita e per il prestito del Littorio, raccogliendo egli stesso cospicue somme.

Quale benemerito della nostra Comunità Raffaele Terroni venne insignito per motu proprio di S.M., il Re dell'onorificenza di Cavaliere della Corona d'Italia.

Translation

"Our Italy," in 1934, among the profiles of the most prominent people of Italian Collective shines that of the late Louis Terroni relating to the business he handed down to his children.

Even though it is our intention in this "Guida" to deal with Raphael Terroni, sole survivor of the children, after the recent death of his brother John, we cannot do less than to deal with the father whose traditions and high name Raffaele keeps intact.

From Pontremoli Luigi Terroni came to London between 1868 and 70, armed only with an iron will and self-confident intelligence which, after a few years of hard work and sacrifices, with little accumulated savings, one fine day he opens a small shop of eatables and wines in the Clerkenwell district.

In short, the little shop in Clerkenwell, becomes the focus of each Italian business; around Terroni huddle other young willing and active men. The work grows, out of steep alleys of Clerkenwell, invades the other neighborhoods where the English begin to have their first contact with the amber Ligurian olive oil, with the wines of Piedmont, with the products of the Italian soil. After a few years there is already a large organization, a network of business, which has now reached every town in Britain, up to Glasgow and Edinburgh.

But Terroni's shop is not only a centre of Anglo-Italian businesses. The young brown-haired man, with the alert look and intelligent face, is not only a skilled businessman, he is also a fervent patriot who sees with sorrow the abandonment and the misery that surrounds his countrymen. He would like to instill in their hearts the hope, to keep alive the memory of the things dear, to bring back in their hearts the courage of the fight. Around his home are the doubters asking advice, th needy asking for help; from there leave all the initiatives designed to maintain the spirit of harmony and fraternity among the Italians in London. The British and Italian authorities, companies and individuals turn to Terroni for tips and clarifications, whenever it was necessary to meet with the population of Clerkenwell. Terroni is a sort of Mayor, priest, console, which has an answer for everyone, a kind word, valuable advice, encouragement. Cholera breaks out in Naples and here Terroni was the head of a Committee to submit grants. A calamity befalls Sicily and here he is again the tireless animator because from London leaves the fraternal words to the forsaken hit by disaster.

It can be said that there is no movement or generous initiative, which does not count among its propagators, Terroni. The years pass; trade develops, widens, the works of merit accumulate, and here next to Luigi Terroni, now an aged man, were gathered his children, worthy and honest workers, people because of their father's virtues, he departed this life. So traditions are maintained and handed down intact and when all the Clerkenwell in mourning follows the corpse of the old Luigi Terroni the Italians of the neighborhood knew that their friend and protector had not left them alone. And the children are worthy of their father. The old shop where everything speaks with a humble and spontaneous eloquence of our things, remains that lighthouse around which huddle the humble Italians of London. They continue to write letters to the little village with the savings of hard work of the emigrant, they continue to distribute advice, good words, encouragement.

The years pass, the events occur, London transforms itself, but the old and steadfast heart of the Terroni family does not weaken because of this. Every new opportunity consolidate those spiritual bonds that now make a luminous tradition of Italian fraternity in a foreign land. And when Fascism rose up to give a new and solid way of life to the Italians here Terroni, stronger, more generous, more enthusiastic than ever to continue in the shadow of the Littorio the work begun with much love by his parents.

Assisted by his nephew/grandson Duilio, Raphael Terroni still continues that tradition handed down from his father. His shop is still in this year of 1939, among countrymen who come to him for advice in their businesses, and there are those who ask him for aid to set up in trade.

A fascist since 1921 he always gave his selfless contribution to the activities of the Fascio. The offices entrusted to him by past consular authorities and the Fascists have been released by him with a sense of responsibility and patriotism. In fact, from 1920 to 34 he was the Honorary Secretary of the Society for Assistance; at the same time from 1921 to 34 was the Secretary of the School of San. Pietro. In 1923 he was appointed Governor of the Italian Hospital and in 1925 with the intellect of much love he strove for the successful collection of the dollar; through the subscriptions to the Festival of the Daisy and through the loan of the Littorio, he collecting by himself conspicuous sums.

This deserving member of our community Raphael Terroni was awarded the honour of the Knight of the Crown of Italy by H.M. the King of his own accord.