Anglo-Italian
Family History Society

Home Page » transcriptions » sidoli_t

AIFHS logo

The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

SIDOLI, T

Trattare la vita del connazionale T. Sidoli, sia pure a brevi pennellate, sarebbe cosa ardua e per la sua opera prestata alla Patria, e per la sua attività industriale e per il suo zelo di benefattore, ma l'avarizia dello spazio non ci permette che dare brevi appunti sforzandoci nel medesimo tempo di non sminuire la sua personalità anche dal lato di cittadino e di padre.

Venne il Sidoli in Inghilterra quasi fanciullo e cominciò a lavorare da apprendista con un contratto di L. it. 20 al mese, ma appena permessogli dalle circostanze, entrò in società col cognato Colombotti. A venti anni egli rimpatriò per adempiere ai suoi obblighi di cittadino e fu per tre anni bersagliere ad Asti.

Congedatosi passò a matrimonio e, dopo appena 15 giorni, fu costretto a ritornare colla moglie in Inghilterra essendo II cognato rimasto vittima di un disastro ferroviario.

Riuscì a fronteggiare con sforzo supremo di volontà le apprensioni e le amarezze determinate dal tragico contrattempo ed esercitando una oculata amministrazione e proseguendo gli intenti con tenacia e con fede riuscì ad instradare i suoi affari per la via della prosperità.

Dapprima si installò a Shrewsbury, poi a Wellington, Oakengates e Rhyl, ma la grande guerra scoppiata nel frattempo, interruppe le sue attività perchè egli partì verso il fronte conducendo seco la maggior parte dei suoi impiegati. Fu costretto perciò a chiudere il suo negozio a Rhyl, cosa questa che portò non poco nocumento ai suoi affari perchè egli saldò le sue obbligazioni sotto il "contratto di Lease" che datava da ben poco tempo prima dell'inizio della guerra. Rimasero così ad occuparsi dei suoi affari il padre e la moglie.

Fu in zona di guerra fino al 1918, epoca in cui fu congedato perchè non più abile alle fatiche di guerra. Lasciava egli il fronte dopo aver dato alla Patria il suo generoso contributo del suo braccio e portando impressi nel suo corpo i segni della sua abnegazione e del suo sacrificio.

Sulla fibra già scossa dai disagi e dalle privazioni della guerra il gas aveva profondamente inciso i segni indistruggibili della sua azione deleteria. Dopo una lunga convalescenza egli poteva ritornare in Inghilterra nel 1926 e riprendere la sua attività aprendo un altro negozio a Shrewsbury.

Padre di Il figli di cui nove tuttora viventi, dopo aver dedicato alla Patria gli anni floridi della giovinezza, ha dedicato e dedica tuttora la sua vita alla famigilia inculcando il sentimento del lavoro insieme agli ideali eterni di Religione e di Patria.

Circondato dall'affetto dei familiari e dei dipendenti egli è molto stimato nel suo ambiente e conta molteplici amicizie il che dimostra, meglio di altre prove che si potrebbero fornire, quanto sia la sua bontà, la sua onestà, la sua dignità.

Translation

To describe the life of the compatriot T. Sidoli, albeit in short strokes, and his work paid to his homeland, and for his industrial activities and for his zeal as a benefactor, would be a difficult thing but the stinginess of the space only allows us to give short notes striving at the same time not to belittle his personality both as a citizen and as a father.

Sidoli came to England not much more than a child and began working as an apprentice on a contract of 20 Lira per month, only just permitted by the circumstances, he joined the Company of his brother-in-law Colombotti. In his twenties he returned Home to fulfill his obligations as a citizen and served for three years as a Light Infantryman in Asti.

He was on leave following his marriage and, after just 15 days, was forced to return with his wife to England as his brother-in-law was a victim of a train wreck.

He managed to confront with a supreme effort of will the apprehensions and suspicions caused by the tragic mishap and by exerting a shrewd administration and continuing his plans with tenacity and faith he was able to steer his business to the path of prosperity.

First he installed himself in Shrewsbury, then in Wellington, Oakengates and Rhyl, but, meanwhile, the Great War broke out interrupting his activities because he left for the Front leading most of his employees himself. He was forced to close his shop in Rhyl, something that brought not a little damage to his business because he cleared his obligations under the Lease Agreement which dated from shortly before the start of the war. He remained in order to look after his business, his father and his wife.

He was in the war zone until 1918, when he was honorably discharged because he was no longer able because of battle fatigue. He left the Front after giving to the homeland his generous contribution of his arm and etched in his body the signs of his dedication and his sacrifice.

On the fibre already shaken by the hardships and privations of war, gas had deeply engraved indestructable signs of its deleterious action. After a long convalescence he was able return to England in 1926 and resume his activities by opening another shop in Shrewsbury.

The father of children, of which nine are still living, after having dedicated to the motherland the prosperous years of youth, he dedicated and still dedicates his life to the family inculcating a sense of working together with the eternal ideals of Religion and Homeland.

Surrounded by the affection of his family and employees he is highly esteemed in his environment and counts many friends demonstrating, better than other tests that you could provide, how much are his kindness, his honesty, his dignity.