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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

SANSALVADORE, PIETRO

Spirito eclettico, scrittore, pittore, conferenziere, giramondo impenitente, Pietro Sansalvadore, chi lo conosce bene l'invidia perchè è certamente un uomo felice. Artista di grande stile, non ha mai studiato in un'Accademia. Piemontese di quelli che possiedono, fra le altre virtù, una volontà di ferro, ogni suo quadro rispecchia una grossa difficoltà deliberatamente cercata ed affrontata, e coraggiosamente vinto. Quando cominciò a dipingere, venti anni fa, trovò come strumento dell'arte sua la tecnica ortodossa; tavolozza, pennelli, tele ecc. ecc. Ma con quella tecnica gli pareva che la realtà profonda delle cose gli sfuggisse attraverso le sbavature dei pennelli.

Di fronte al "soggetto," Sansalvadore è come una macchina in movimento. L'ispirazione lo prende tutto, lo avvinghia, lo padroneggia; non gli consente soste, nè titubanze, nè pentimenti. Vedere, per lui, significa dipingere: cosi, di getto. La tecnica ortodossa, ha tuttavia le sue esigenze : bisogna ogni tanto asciugare e ripulire i pennelli; bisogna stemperare il colore; tutte cose che intoppano il libero volo dell'ispirazione. Ecco dunque Sansalvadore il "bugianen" piemontese, poichè la tecnica lo costringe a interrompere il febbrile travaglio della creazione, inventare una tecnica nuova; una tecnica sua propria, mercè la quale fra l'occhio che vede e la mano che dipinge si conclude un patto di alleanza perpetuo.

Sansalvadore ha buttato via i pennelli da cinque sei anni in qua e adopera il coltello, ma non alla maniera dei divisionisti e di tanti altri loro imitatori che del coltello si servono soltanto per cincischiare il colore ed ammucchiare qua e là artificiosi relievi che danno effetti, spesso arbitrari, di chiaroscuro. La paletta, per Sansalvadore ha un duplice scopo: anzitutto accelerare l'esecuzione tecnica del dipinto; in secondo luogo imprimere a tutta l'opera un movimento dinamico, una vita vibrante che dia la sensazione precisa di quel continuo avvicendarsi di luci, di colori e sopratutto di movimento che è nella natura stessa delle cose. Accelerare la tecnica, asservire la mano all'occhio a tal segno che il pittore possa effettivamente riprodurre di getto, fissare istantaneamente la visione che lo ha ispirato: ecco lo scopo prefisso.

Quindi, non solo il coltello sostituito al pennello, ma quadretti piccoli, piccolissimi talvolta, che l'artista possa completare li per lì, finché lo infiamma l'estro. E difatti nella "maniera" recente di Sansalvadore, trovi quadretti minuscoli, finiti il più delle volte in un'ora, e tutti su legno, tavolette quasi tascabili ingioiellate di vivido e palpitante colore.

È a Londra da cinque anni e venne per passar qui qualche mese, ma s'innamorò subito dell'indefinibile "colore" dell'Inghilterra; scoprì subito nell'atmosfera grigia di Londra le bellezze affascinanti che erano state croce e delizia del Whilster, e come tutti gli innamorati sul serio, volle conquistare l'amata A tale conquista lavora indefessamente da cinque anni, e con brillante successo.

Espose tre anni fa alle "Claridges Galleries" in Brook Street, e di nuovo alle "Cooling Galleries" in Bond Street. Nella Scozia, dove lavorò per oltre un anno, la mostra dei suoi cento paesaggi scozzesi fu una rivelazione per la critica e per il pubblico: i buoni cittadini di Glasgow si accorsero per la prima volta di vivete in una città piena d'impensati incanti ed Edimburgo esibì all'occhio stupito dei suoi abitanti bellezze insospettate. Lo stesso a Londra. Sansalvadore ha sorpreso sul volto scialbo di Londra una maliosa, recondita armonia di luci e di colori. E finché dipinge è felice. Non chiede e non vuole altro che l'esercizio di questa sua rara facoltà di esploratore delle bellezze celate dietro il tetro velame dell'atmosfera delle grandi metropoli.

Translation

An eclectic spirit, a writer, a painter, a lecturer, an unrepentent globetrotter, Pietro Sansalvadore, who knows envy well because he is certainly a happy man. An artist of great style, never studied at an Academy. A Piedmontese of those who possess, among other virtues, an iron will, each of paintings reflect a big difficulty deliberately sought and addressed, and bravely won. When he began to paint, twenty years ago, he found the orthodox technique as the instrument of his art; palette, brushes, canvas, etc. But with that technique it seemed to him that the deep reality of things escaped through smears of the brush.

In front of the "subject", Sansalvadore is like a machine in motion. The inspiration he takes it all, the grasp, the command; he does no agree with stoppages, nor hesitation or second thoughts. For him, to see means to paint, therefore, by throwing. The orthodox technique, however had all his requirements: you have to sometimes dry and clean the brushes; you have to mix the colour; all the things hindered the free flight of inspiration. So Sansalvadore the "bugianen**" Piedmontese, as the technique forces him to stop the feverish labour of creation, invents a new technique; a technique of his own, trading between the eye that sees and the hand that paints he produces a pact of perpetual alliance.

Sansalvadore threw away the brushes he had since five years old and used the knife, but not in the manner of so many other Divisionists and their imitators who use knife only for mixing the colour and heap it up and the artificial reliefs which give effects, often arbitrary, of chiaroscuro (light and shade). The palette knife, for Sansalvadore has a dual purpose: firstly to speed up the technical execution of the painting; secondly to give to the whole work a dynamic movement, a vibrant life that gives the exact sensation of that continuous alternation of lights, of colours and above all of movement that is in the nature of things. To accelerate the technique, to enslave the hand to the eye so that the painter can effectively reproduce the same scene non-stop, to instantly focus vision that inspired it: that's the intended purpose.

Therefore, not only did the knife replaced the brush, but small, sometimes tiny, paintings, which the artist could complete quickly, until it ignites the creativity. And in fact in the recent "manner" of Sansalvadore, you find miniscule paintings, mostly finished in one hour, and all on wood, almost pocket sized tablets bejewelled of vivid and throbbing colour.

He was in London for five years and came to pass here a few months, but soon fell in love with the indefinable "colour" of England; quickly discovered in London's grey atmosphere fascinating beauties that were Whilster's cross and delight, and like all serious lovers wanted to conquer the beloved. At this conquest he worked tirelessly for five years, and with brilliant success.

He exhibited three years ago at the "Claridges Galleries" in Brook Street, and recently at the "Cooling Galleries" in Bond Street. In Scotland, where he worked for over a year, the exhibition of his hundred Scottish landscapes was a revelation to critics and the public: the good citizens of Glasgow realised for the first time to live in a city full of unexpected charms and Edinburgh exhibited to the amazed eyes of its inhabitant an unexpected beauty. The same in London. Sansalvadore has superimposed on the dull face of London a harmony of enchanted, hidden lights and colours. As long as he paints is happy. He doesn't ask for and wants nothing more than to exercise his rare beauties as the explorer of the beauty hidden behind the dark veil of the atmosphere of big cities.

** "bugia nen" in the local dialect means "don't move", a popular nickname referring to the Piedmontese and their stubborn temperament, capable of facing harsh difficulties with determination and firmness. The term seems to have originated from the endeavors of the soldiers of the house of Savoy involved in the battle of Assietta, a significant episode in the Austrian War of Succession which occurred July 19, 1747.