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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

RATMAN, ROMEO

È un triestino, italianissimo di fede e di origine, ed è un artista di quelli per cui la creazione di opere belle è un imperativo categorico dello spirito; uno di quegli ingegni eclettici di cui è stata sempre ferace la nostra terra; scultore, pittore, disegnatore, decoratore, è a Londra da oltre 20 anni. E qui in terra straniera i frutti della sua molteplice attività si contano a centinaia.

A docici anni incominciò a studiare nel laboratorio dello scultore-decoratore Varivoditch, celebre quarantanni fa a Trieste, e tanto bene approfittò Ratman del consiglio e dell'esempio del suo maestro che dopo cinque anni di rude tirocinio, nel 1900, si guadagnò il Premio di Roma, con tre busti, ed un gruppo di due figure di grandezza naturale.

Fu nella Città Eterna, dove rimase tre anni, che il Ratman attinse ai tesori d'arte che attestano in Roma la grandezza del contributo dato in tutti i secoli dalla culla della cristianità al progresso delle arti, al culto della bellezza: nello studio del sommo scultore Giulio Monteverde che frequentò assiduamente e poi peregrinando nelle principali città d'Italia perfezionò man mano quelle doti che natura e ambiente avevano avvolorate in lui. A vent'un anni espose per la prima volta all'Esposizione annuale di Roma tre lavori accolti con vivo elogio dalla critica. Poi ritornò a Trieste. Si costruiva allora il Palazzo del cav. Artelli, noto mecenate Triestino, ed ecco Ratman ornare e decorare e dipingere i saloni splendidissimi di quella che è tutt'ora una delle dimore signorili più belle di Trieste. Intanto guadagnava già rapida fama con i suoi ritratti, con i suoi monumenti funerari e durante il periodo che segui di attive costruzioni edili a Trieste si può dire che non vi sia stato un nuovo Palazzo, una nuova volta, dove Ratman non abbia lasciato l'impronta dell'arte sua.

Purtroppo la sua brillante carriera triestina fu troncata dalla crisi bancaria che nel 1909 gettò la paralisi nella vita economica della città. Allora Ratman insieme al fratello, Antonio, suo valido collaboratore, prese il coraggio a due mani e stabili di cercar miglior fortuna altrove. Venne a Londra; e nella grande metropoli il Ratman trovò subito occupazione presso uno grande ditta di scultori dove rimase per vent' anni dando anche lavoro ad una ventina di ornatisti e scalpellini italiani.

Ma la fatica quotidiana non distolse mai l'artista dalla sua pertinace missione di creatore di opere originali, di arte pura, e cosi seguitò sempre a studiare ed a perfezionarsi e più volte ebbe la soddisfazione di vedere esposte opere sue alla Royal Accademy.

Alla mostra del Fascio di Londra la serie dei disegni di Romeo Ratman suscitò schietta ammirazione. Ma i camerati conoscono di lui altre opere tutte di alto merito: il busto del camerata Ballanti, per esempio, e l'insegna di squisito disegno che adornava l'ingresso della vecchia sede del Fascio. Fu opera sua anche l'artistica pergamena che adornava l'album offerto dagli Italiani di Londra al Duce. E, opera del Ratman, fu l'ammiratissima pergamena offerta a nome della comunità Italiana di Londra al R. Console Generale, comm. Carlo Bossi, dal Segretario del Fascio Camagna.

Translation

He is from Trieste, very Italian in faith and origin, and is an artist of those for whom creating beautiful works is a categorical imperative of the spirit; one of those eclectic talents that has always made our land fertile; sculptor, painter, draftsman, decorator, he has been in London for over 20 years. And here in a strange land the fruits of his manifold activities are counted in hundreds.

At twelve years old he began studying in the workshop of the sculptor-decorator Varivoditch, celebrated 40 years ago in Trieste, and Ratman profited so well from the advice and the example of his master who after five years of hard apprenticeship in 1900, he gained the Prix de Rome, with three busts, and a group of two life-sized figures.

He went to the Eternal City, where he remained for three years, there Ratman drew upon the art treasures which attest to the greatness of Rome's contribution throughout the centuries from the cradle of Christianity to the advancement of the arts, to the cult of beauty: in the studio of the great sculptor Giulio Monteverde that he assiduously frequented and then travelling around the main cities of Italy he improved those qualities that nature and environment had instilled in him. At twenty one years old he exhibited for the first time at the annual Exhibition of Rome three works that received real praise from the critics. Then he returned to Trieste. He built the Palace of the Cav. Artelli, a well-known patron in Trieste, and here Ratman adorned and decorated and painted the most splendid salons of what is still one of the most beautiful mansions in Trieste. Meanwhile he gained rapid fame with his portraits, with his funeral monuments, and during the period that followed of active building construction in Trieste one can say that there has not been a new Palace, a new vault, where Ratman has not left an imprint of his art.

Unfortunately his brilliant Triestine career was truncated by the banking crisis that in 1909 paralysed the economic life of the city. Then Ratman together with his brother, Antonio, his valuable collaborator, took courage with two hands and set out to seek better fortune elsewhere. He came to London; and in the great metropolis Ratman immediately found employment at a large firm of sculptors where he remained for twenty years work for also giving work to a score of Italian ornament makers and stonemasons (sculptors).

But the daily toil away not ever the artist from his tenacious creator's mission of original works, of pure art, and so he continued to study and to improve and again had the satisfaction of seeing his works exhibited at the Royal Academy.

At the London Fascio Exhibition the series of drawings of Romeo Ratman aroused genuine admiration. But the comrades know him for other works all of high merit: the bust of Comrade Ballanti, for example, and the emblem of exquisite design which adorned the entrance to the old headquarters of the Fascio. The artistic parchment that adorned the album offered by the London Italians to the Duce was also his work, nnd, also the work of Ratman, the widely admired parchment offered on behalf of the Italian community in London to R. Consul General, Comm. Carlo Bossi, from the Secretary of the Fascio of Camagna.