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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

PAGLIAI, OTEMIO

La vita di Otemio Pagliai, potrebbe rassomigliarsi a una di quelle storie che si leggono nei libri dei piccoli: il pastorello, che, mentre guarda il gregge, si diletta a scolpire con chiodi su di una pietra i contorni di animali e di cose, e che col crescere negli anni mercè la sua laboriosità e intraprendenza arriva finalmente a conquistare un ambito posto al sole. Per Pagliai questa storiella è realtà vissuta con tutti i suoi tormenti e le sue pene, con tutte le sue gioie e le sue soddisfazioni. Vissuto nella divina solitudine dei boschi egli non ha perduto da uomo quel volto di fanciullo che la squisita sensibilità artistica che il paese natio gli aveva immesso nel cuore e che Napoli aveva ritemprato con l'azzurro meraviglioso del suo mare e lo spettacolo incomparabile del suo golfo.

Nato a Bagni di Lucca nel 1906 esordi appena quindicenne come fabbricante di statuette a Napoli; di qui passò a Parigi, dove si produsse nell'arte del violini, nel ballo, nonché si esibì come paracadutista. Infine venne a Londra verso il 1929. Qui associato con altri, ma sopratutto aiutato spiritualmente e materialmente dalla fanciulla italiana, che aveva eletto a sua sposa continuò la sua piccola industria. Le statuine rigide e compassate, fredde, senza anima e rozze, furono vendute nelle case dei poveri e illuminarono gli sguardi dei fanciulli non avvezzi ad ammirare i capolavori. Fu molto dura la vita nei tre anni dal 29 al 32 ma egli riusci ciò nonostante, ad accumulare un pò di capitali e mettere su un'Azienda che da modesta, oggi è grandiosa e può dirsi una delle più grandi del mondo. Sculture per monumenti, basso-rilievi, busti, statue religiose, insomma tutto ciò che si attiene alla scultura esce perfetto e meraviglioso dalle manifatture Pagliai. Eppure in tanta grandezza riluce la modestia dell'artista Italiano: fra i tanti operai che obbediscono ad un suo cenno e seguono la sua volontà egli, in tuta di operaio, persevera nel suo lavoro dando l'esempio più fulgido di attaccamento all'arte innata in lui.

Italiano dai sentimenti puri e nobili; il suo cuore generoso si apre ad ogni manifestazione di solidarietà nazionale e fa di lui un benemerito delle patrie istituzioni, un assertore della grandezza ed unità della Patria.

Translation

The life of Otemio Pagliai, could resemble one of those stories that you read in childrens books: the Shepherd, who, while watching the flock, delighted in sculpting with nails on a stone the outlines of animals and things, and with the growth over his merchant years of his industriousness and resourcefulness he finally comes to win a longed-for place in the Sun. For Pagliai this story is reality lived with all his torments and his punishments, with all its joys and satisfactions. Living in the divine woodland solitude he never lost as a man that boy's face that exquisite artistic sensibility that his native town had put in his heart and that Naples had strengthened with a wonderful blue sea and incomparable spectacle of its Gulf.

Born in Bagni di Lucca in 1906 he began, at just fifteen, as a manufacturer of figurines in Naples; from here he went to Paris, where he promoted himself in the art of the violins, in dance, and performed as a parachutist. Finally he came to London in 1929. Here he associated with others, but especially helped spiritually and materially by an Italian maiden, who he had elected as his wife continued his little industry. The figurines stiff and formal, cold, soulless and rough, were sold to the homes of the poor and lit up the eyes of children not accustomed to admire the masterpieces. Life was very hard in the three years from 1929 to 1932 but he managed nevertheless to accumulate some capital and put on a modest company, today it is great and it can be said one of the largest in the world. Sculptures for monuments, bas-reliefs, busts, religious statues, in short everything that adheres to the sculpture comes out perfect and wonderful from the Pagliai factory. Yet in so much greatness shines the modesty of the Italian artist: among the many workers who obey his word and follow his will he in worker's overalls, continues in his work by giving the most shining example of attachment to the art inherent in him.

An Italian of pure and noble sentiments; his generous heart opens to every manifestation of national solidarity and makes him a benefactor of the homeland institutions, an advocate of the greatness and unity of the motherland.