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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

MOSCATELLI, CAV. ENRICO

Nell'accingerci a tracciare una breve biografia di questo dinamico figlio d'Italia apprendiamo con vivo compiacimento della meritata onorificenza conferitagli da S.M. il Re Imperatore su proposta delle Autorità del di lui paese, di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Egli appartiene a quella numerosa categoria di ristoratori italiani che va sotto il nome di proprietari di botteghe di rinfreschi e gelati. Egli è un autodidatta delle dottrine sindacaliste fasciste. Forte di una lunga esperienza nella sua materia, osservatore profondo ed acuto egli vide che, l'unico mezzo per battere la concorrenza era quello di associare insieme industriali di una stessa categoria. A Londra si verifica infatti questo, che, sovente bisogna guardarsi più dalla concorrenza dei connazionali che da quella degli inglesi e degli altri stranieri esercenti sul mercato. Il camerata Moscatelli si è sforzato per anni di inculcare nei connazionali l'idea che, tutti uniti, essi potevano battere la concorrenza degli altri, senza aver bisogno di distruggersi a vicenda a tutto vantaggio degli altri. Inoltre egli, fascista fin dal 22, pensava, organizzando in tal modo gli industriali, di formare oltre che un fronte unico economico anche una vasta organizzazione politica cementata dagli alti ideali fascisti. Ma l'incomprensione e l'egoismo della maggioranza resero sempre sterili i suoi nobili tentativi. Tuttavia egli volle attuare le sue idee per le proprie aziende e cosi affidò i singoli esercizi a diversi sottoproprietari i quali seguivano le sue direttive per quanto riguardava il modo di condurre le aziende e si rifornivano tutti ad un unico deposito. Anche questo esperimento fallì perchè i vari soci si dileguarono ben presto dopo essersi impinguati abbastanza.

Tuttora egli possiede diversi locali e ne gestisce personalmente uno sito nell'aristocratico quartiere di Mayfair. Egli ha attrezzato il suo locale in maniera quanto mai signorile e interrogato da me sul perchè di cosi parca eleganza egli mi rispondeva esponendomi la sua dottrina economica. "Se dividiamo in tre gruppi quelli che mangiano fuori di casa, troviamo un primo gruppo che frequenta ristoranti di primo ordine, un secondo gruppo che va in quelli di secondo ordine, un terzo che viene da noi. In caso di crisi ognuno si limita secondo le nuove esigenze e allora da noi capitano quei clienti che normalmente vanno ai ristoranti di secondo ordine. Noi quindi dobbiamo essere attrezzati in modo da ricevere bene questa clientela e non farla trovare a disagio - oltre quindi a preparare delle vivande che nulla hanno da invidiare a quelle che si imbandiscono in locali delle maggiori categorie, dobbiamo anche ricevere i nostri clienti con quella signorilità ed eleganza che essi altrove trovavano e cui sono abituati Solo cosi la crisi non potrà colpirci anzi ci gioverà". E ho potuto constatare come egli avesse ben attuato in pratica le sue teorie. Locali ben messi, servizi di biancheria ed argenteria sulle tavole; bontà di cibo, gentilezza, affabilità di chi serve, tutto insomma rende l'ambiente elegante e nello stesso tempo ospitale.

Quest'anno anche a Londra si è formata l'associazione dei ristoratori e il camerata Moscatelli mi diceva con quella sua aria di uomo navigato che per sortire i vantaggi che la categoria si propone occorre massima comprensione, meno egoismo, buona volontà e qualche sacrificio. Noi confidiamo non poco che l'associazione possa portare benefici effetti alla categoria in quanto siamo sicuri che, affretellati sotto il segnò del Littorio, i singoli sapranno trovare le più alte doti di cameratismo e metterle in pratica. Il camerata Moscatelli è anche un ex-combattente della campagna libica ed Italo-Austriaca dove prese parte a sette delle undici battaglie dell'lsonzo.

Translation

In prepared to write a brief biography of this dynamic son of Italy we learn with great satisfaction of the well-deserved honour conferred by H.M. the King Emperor on a proposal of the Authorities of his country, a Knight of the Order of the Crown of Italy. He belongs to that numerous category of Italian restaurateurs who goes by the name of owners of refreshments and ice cream shops. He is self-taught in the fascist trade union doctrines. Strong from a long experience in his field, a profound and acute observer, he saw that the only way to beat the competition was to bind together industrialists of the same category. In fact in London he proved that, often, it is necessary to look out more for the competition of compatriots than that of the British and other foreign merchants in the market. Comrade Moscatelli strove for years to inculcate in fellow countrymen the idea that, all together, they could beat the competition of the others, without needing to destroy each other for the benefit of others. A Fascist since 1922, he also thought to organize the industrialists in this way, to form a single economic front that also was a vast political organisation cemented by high ideals fascists. But the misunderstanding and selfishness of the majority always made his noble attempts sterile. However he wanted to implement his ideas for his businesses and thus entrusted the each premise a different under-proprietor who followed his directives regarding how to run the companies and supplying all of them from a single store. Even this experiment failed because the various members disappeared soon after getting rich enough.

Today he owns several premises and personally manages a site in the aristocratic quarter of Mayfair. He has equipped his premises in a very high-class manner and when asked by me about why so much elegance he replied by expounding his economic doctrine. "If we divide those who dine out into three groups, we find a first group who frequents restaurants of first order, a second group that goes into those of second order, a third party who comes from us. In times of crisis everyone limits themselves in accordance with the new constraints and then to us come those customers who would normally go to the restaurants of second order. We therefore must be equipped to welcome this clientele and not to make them uncomfortable - in addition we must prepare foods that no one has to envy those who feast in high-class premises, we must also receive our customers with that high-class and elegance that they find elsewhere and to which they are used. Only in that way will the crisis not affect us instead we will benefit." And I could see how well he had implemented in practice his theories. Well put, linen and silverware services upon the plates; food goodness, kindness, affability of who serves, everything makes this stylish and welcoming at the same time.

This year in London formed the Association of Restaurateurs and Comrade Moscatelli told me with his air of experienced man that to have the advantages that the rank offers you require maximum understanding, less selfishness, goodwill and some sacrifices. We trust greatly that the Association can bring beneficial effects to the rank because we are sure that united under the sign of the Littorio, the individual will be able to find the highest qualities of comradeship and put them into practice.

Comrade Moscatelli is also a veteran of the Libyan and Italian-Austrian campaigns where he took part in seven of the eleven battles of the Isonzo.