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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

MARCHI, ALBERTO EDOARDO

Le opere assistenziali e gl'italiani di Londra trovano un valido collaboratore e un forte aiuto in Alberto Edoardo Marchi. Nato nel 1872 a Casamicciola, provincia di Napoli, egli portò in Inghilterra il fuoco del suo Vesuvio e il fascino del suo paese, la ferrea volontà dell'avventuriero onesto che deve procacciarsi il suo domani col proprio lavoro, la fede in sè stesso, l'abnegazione e l'attitudine a sopportare ogni sacrifizio. Il suo bagaglio era dunque esclusivemente composto di una volontà ferrea e di una svegliatissima intellingenza; e con queste doti egli riuscì a conquistarsi all'estero una posizione di primo piano. Passata in Italia una gioventù avventurosa e magra, assolti gli obblighi di leva, egli cambiò cielo sperando di cambiare fortuna, e la sua speranza si tramutò in certezza per l'operosità accoppiata alla tenacia. Dotato di uno spirito ferreo che aveva contratto quando da giovane e senza genitori doveva da solo pensare al suo domani egli iniziò con le più umili fatiche e i più snervanti sacrifici la sua vita a Londra dove giunse dopo uno sfortunato e breve soggiorno in Francia. Il suo sogno era quello di lavorare per proprio conto, di aprire un negozio sia pure modesto sulla cui prospettiva egli potesse scrivere il suo nome, il nome di un italiano che fa all'estero ammirare la mano d'opera, la maestria e la valentia dei nostri operai. E questo sogno che non era sostenuto da idee di megalomania, ma solo dall'amore al lavoro e alla sua patria si realizzò quando il Marchi con un piccolo capitale raggranellato con le più umili privazioni, mise su un piccolo negozio in cui lavorava egli stesso aiutato da un garzone e da un ragazzo. Quella piccola azienda fu il lievito da cui prese vita e slancio la grande industria, il grande forno su cui vivono e da cui dipendono tante piccole botteghe. Quel piccolo forno in cui giornalmente si preparava il pane per il rione, in cui il padrone doveva sfacchinarsi per poter ritrarre un utile che gli consentisse di fare qualche piccola economia è oggi la grande industria MARCHI BAKERY Ltd., che ha un capitale di £30,000 e in cui trovano lavoro 150 operai.

Da uomo, che sa apprezzare il lavoro dei suoi dipendenti, che sa che dal loro onesto e coscienzioso lavoro dipende anche la propria fortuna; da uomo nuovo che si inquadra perfettamente nello stile fascisti egli ha distribuito in dono le azioni relative al panificio, parte al personale e parte alla sua famigilia.

Il panificio del Marchi è tra i più importanti di Londra e il pane che in esso si fabbrica è tra i più ricercati e consumati per la sua qualità e per la modernità dell'impianto. Si è dunque affermata, mercè l'opera del grande connazionale, la maestria italiana all'estero anche in questa branca dell'industria; è il lavoro dei nostri operai che cosi si valorizza, è l'abilità dei nostri maestri che va facendosi strada, sicché l'estero può ammirare ogni giorno di più questo popolo che in silenzio lavora, e questo lavoro che è insuperabile per perfezione e per arte.

Con la STANSTED UNITED CREAM ICE Co., della quale oltre che essere proprietario assoluto del fabbricato e del terreno su cui si innalza, è anche direttore ed amministratore, Alberto Marchi ha portato anche nell'industria del gelato, la sua perizia, e il suo spirito combattivo che ne ha fatto una delle più importanti gelaterie della capitale inglese.

Tutte le associazioni italiane che vivono a Londra trovano in lui un collaboratore indefesso e disinteressato, tutti coloro che a lui chiedono una spinta per essere lanciati nella vita e un aiuto ricevono la più larga ospitalità e il più largo beneficio da quest'uomo che della vita ha fatto una missione di volontà. Egli che, benché non iscritto al P.N.F. nutre profonda simpantia per il Fascismo ed il suo creatore, il Duce, da lontano ha sentito l'influsso benefico di quella ondata che ha rinnovellato l'Italia, sente il dovere che incombe sull'italiano di Mussolini, sente la necessità di portare sempre più in alto il nome della sua patria, e a questo compito egli si dedica con un attaccamento di cui veramente è degno l'italiano nuovo. Alberto Edoardo Marchi che occupa un posto eminente nel mondo commerciale londinese e che è stimato altamente da tutte le autorità italiane di Londra non smentisce la fiducia che in lui si ripone, e con slancio offre la sua opera e il suo lavoro e il suo danaro a chi di questo userà per innalzare la fama della patria all'estero e con un'abnegazione degna di ogni lode egli da anni fornisce assolutamente gratis il suo pane all'Ospedale Italiano di Londra, ed altri ospedali inglesi. Spirito di italiano la sua figura si erge di esempio per tutti coloro che partiti dalla patria tentano all'estero di realizzare i propri sogni e di innalzarsi nel campo dell'industria solo col proprio lavoro. Infatti solo il lavoro è stata la leva su cui il Marchi ha fatto perno per migliorare le sue condizioni; e la volontà instancabile è stata la sua sola arma. E dalla posizione che egli occupa con cuore veramente italiano egli, memore dei suoi periodi neri, allunga benevolo una mano a chi inceppato all'inizio come lui, sta per soccombere alle avversità e naufragare sui destini ostili della vita.

A chi una volta gli domandava il perchè di tanta sua generosità, egli rispondeva: "lo considero mio dovere il sopportare tutte le attività italiane e gli istituti italiani in Londra inclusi l'Ospedale, gli ex combattenti, la Società culinaria, la Società di assistenza e quei vecchi già parte assistiti da essa."

Translation

The care works and the London Italians find a real contributor and a major help in Albert Edoardo Marchi. Born in 1872 in Casamicciola, province of Naples, he brought to England the fire of his Vesuvius and the charm of his country, the iron will of the honest adventurer who must procure his own tomorrow with his own work, with faith in himself, with self-denial and the attitude to endure any sacrifice. His luggage was all exclusively composed of an iron will and a very alert intelligence, and with these talents he managed to win abroad a leading position. He passed in Italy an adventurous and lean youth, he discharged the military service obligations, he changed the sky hoping to change his luck, and his hope he turned into certainty with industriousness coupled with tenacity. Endowed with an iron spirit that he had contracted when young and without parents having to think for himself to his tomorrow he began, with the most humble labours and the most unnerving sacrifices, his life in London, where he arrived after an unfortunate and short stay in France. His dream was to work for his own account, to open a store he was truly modest about those prospects on which he could write his name, the name of an Italian who makes his workforce admired overseas, the skill and bravery of our workers. And this dream which was not derived from ideas of megalomania, but only by love of work and of his homeland was realised when Marchi with a small capital harvested with the most humble deprivation, set up a small shop where he worked on his own assisted by a labourer and a boy. This small company was the yeast from which comes life and leaps the big industry, the big bakery on which they will live and on which many small shops willdepend on. That little bakery in which bread is prepared daily for the district, in which the "boss" has to toil himself, to which he consented, to make some small economies in order to return a profit, is today the big concern MARCHI BAKERY Ltd., which has a capital of £30,000 and provides jobs for 150 workers.

A man, who knows how to appreciate the work of his employees, who knows that his fortune depends on on their honest and conscientious, from a new man who perfectly fits into the fascist style he has distributed the shares in the bakery as a gift, partly to the staff and partly to his family.

The Marchi bakery is among the most important of London and the bread that it makes is among the most sought-after and consumed for its quality and for the modernity of the equipment. He is thus established, thanks to the work of great compatriots, the Italian craftsmanship abroad even in this branch of industry; it is the work of our workers that emphasizes it, it is the ability of our teachers that makes the path possible, so that abroad they can admire more every day these people who quietly work, and this work that is unsurpassed for perfection and art.

With the STANSTED UNITED ICE CREAM Co., which in addition to being the absolute owner of the building and the land on which it stands, he is also the Director and Chief, Alberto Marchi has brought also in the ice cream industry, his expertise, and his fighting spirit that has made him one of the most important ice cream makers of the British capital.

All the Italian associations that live in London found in him a tireless and selfless contributor, all those who call on him for a boost in life and help receive the greater hospitality and the largest benefit from this man who has made it his life's mission. He who, though not registered to P.N.F. is deeply sympathetic for fascism and its creator, il Duce, from afar he felt the beneficial influence of that wave that has renewed Italy, he feels the duty that is incumbent on Italians from Mussolini, he feels the need to carry higher and higher the name of his homeland, and to this task he devoted himself with an attachment which is really worthy of the new Italian. Alberto Edoardo Marchi who occupies an eminent place in London's commercial world and who is highly rated by all the Italian authorities in London does not denies the confidence that rests in him, and with a bound offers his help and his work and his money to those who will use this to raise the reputation of the country abroad and with a self-denial worthy of any praise he has for years provided his bread absolutely free to the Italian Hospital in London, and other British hospitals. The spirit of an Italian his figure stands as an example for all those who leave the homeland tempted abroad to achieve their dreams and rise in industry only by their own work. In fact only work was the lever on which Marchi used to improve his conditions; and the tireless determination was his only weapon. And from the position that he occupies with a truly Italian heart he, mindful of his black periods, extends a benevolent hand to those who are stuck at the start like himself, are about to succumb to adversity and are shipwrecked on the hostile destinies of life.

To who once asked him why such generosity, he replied: "I consider it my duty to the support all the Italian activities and Italian Institutes in London including the Hospital, ex-combatants, the culinary Society, the Welfare Society of and those elderly already partly assisted by it".