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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

GUALDI, CAV. ANDREA

In questa nostra rassegna che mentre mira ad additare all'ammirazione dei connazionali gli uomini più meritevoli della nostra collettività, ed ha per iscopo precipuo quello di suscitare entusiasmo e tener desti ideali ricordando virtù, valorizzando valori sociali, ricordiamo il camerata GUALDI. Assertore di quella santa fede che sempre riunì gli Italiani di tal nome nella lotta per i comuni ideali, il Cav. Gualdi fu nell'epoca delle inique sanzioni economiche uno dei più attivi propagandisti della causa italiana nell'aristocratico Embassy Club da lui diretto.

In quel tormentoso periodo, in cui non pochi individui dimenticarono di essere figli di una razza, che al mondo ancora barbaro aveva dato le prime leggi, e vollero nascondere sotto altra cittadinanza i loro onesti natali, per tema di veder intaccati i loro patrimoni e menomati i loro guadagni, egli rispondeva al principe di Galles, che gli chiedeva perchè non avesse cambiato nazionalità, di sentirsi orgoglioso di essere italiano - Ai goffi spauriti che tradirono la loro patria, rinnegarono la loro fede, obliarono i loro antenati non restò che la vergogna delle loro azioni che agli occhi degli stessi inglesi appariva come diserzione da un campo di battaglia. Il Gualdi invece, cui il principe aveva allora risposto: "I congratulate you, you are a man" fu chiamato a palazzo St. James a dirigere la cucina ed i più importanti banchetti che il principe soleva tenere e ciò durò fino alla sua abdicazione da Re.

Il Gualdi venne a Londra nel 1910 dopo aver alquanto girato per l'Europa dedicandosi alla carriera alberghiera e di ristorazione. Nel 1915 egli andò in Italia per prestare il suo braccio alla Patria meritandosi la croce al merito di guerra. A vittoria compiuta seguì il Generale Di Robillant al Consiglio supremo di Guerra a Versailles e poi alla conferenza della pace a Parigi dove fu, quale interprete, al seguito della missione italiana. Da Parigi ritornò a Londra e riprese il suo lavoro di ristoratore: fu al Criterion e poi allo Embassy Club dove in breve fu nominato Direttore, posto che conservò per vari anni per divenire nel 1938 proprietario di un importante e lussuoso ristorante internazionale: Monseigneur Piccadilly - Possiede anche a Pallanza una magnifica villa, dove la sua ricca clientela londinese suole recarsi annualmente a rinfrancare lo spirito ed il corpo.

Apprezzatissimo nell' ambiente alberghiero e di ristorazione, stimato ed onorato dai suoi dipendenti, nella colonia egli porta l'aiuto della sua alta fede di italiano e di Fascista e del suo cuore generoso. Tra i suoi dipendenti egli accoglie una larga percentuale di connazionali ed è pronto a rispondere ad ogni appello sia del Fascio londinese che di quello di Pallanza e di Carpi, suo paese natale.

A questo nobile figlio d' Italia all'Estero la Patria ha voluto recentemente concedere la croce di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.

Translation

In this our review which aims to point out the men most deserving in our communities of the admiration of fellow countrymen, and has as its primary scope to arouse enthusiasm and to convey ideals recalling virtues, enhancing social values, we remember comrade GUALDI. An advocate of the Holy faith that always united Italians of that name in the fight for ideals, the Cav. Gualdi was, in the age of unjust economic sanctions, one of the most active propagandists of the Italian cause in the aristocratic Embassy Club he manages.

In that tormented period, in which not a few people forgot to be children of a race that, in a still barbarian world, had given it the first laws, and wanted to hide under another citizenship their honest birth-rights, only to see their assets eroded and their earnings deminished, feeling proud to be Italian he replied to the Prince of Wales, who asked him why he hadn't changed nationality "To the awkward, frightened people who betrayed their homeland, who rejected their faith, who forgot their ancestors nothing remains but the shame of their actions which in the eyes of the British themselves seemed as desertion from a battlefield." Gualdi instead, after the Prince had then responded: "I congratulate you, you are a man" was called to St. James Palace to manage the kitchen, and the most important banquets that the Prince used to hold and this lasted until the King's abdication.

Gualdi came London in 1910 after touring around Europe devoting himself to his hotel and catering career. In 1915 he went to Italy to support the Homeland earning the War Merit Cross. Victory accomplished he followed General Di Robillant to the Supreme War Council at Versailles and then at the peace conference in Paris where he served as an interpreter, following the Italian mission. From Paris he returned to London and resumed his job as restaurateur. He was at the Criterion and then at the Embassy Club where he shortly was appointed Director, a post he retained for a number of years to become in 1938 the owner of a major and luxurious international restaurant: Monseigneur Piccadilly. He also owns a villa at Pallanza, where his rich London clientele travel annually to rejuvenate the mind and body.

Appreciated in the hotel and catering environment, esteemed and honored by his employees, in the Colony he brings the help of his high faith as an Italian and a Fascist and his generous heart. Among his employees he has assembled a large percentage of compatriots and is ready to answer every call of both the London Fascio and of Pallanza and of Carpi, his hometown.

To this noble son of Italy abroad the Country was recently granted the Knight's Cross of the Order of the Crown of Italy.