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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

GIORGI, CAV. DOMENICO

Il camerata Giorgi, insignito per motu proprio di S.M. il Re d'Italia della croce di cavaliere dell'ordine della Corona d'Italia, venne a Londra ancora fanciullo e da suo padre, che qui possedeva vari caffè o per essere più esatti, botteghe da te e ristorazione, apprese a condurre tali esercizi. Sebbene fosse ancora fanciullo riuscì con molta buona volontà e con lavoro costante ad apprendere il segreto dell'arte paterna.

A venti anni ritornò in Patria per adempiere ai suoi obblighi militari e subito dopo il congedo ritornò a Londra. Qui egli acquistò dal padre tutte le aziende che egli gestiva dandogli la possibilità di ritornare ai padri lari. Era ancora giovanissimo quando assunse il difficile compito di far da sè, ma aveva già acquistato molta esperienza e sentiva di possedere tutte le doti spirituali per riuscire nell'ardua impresa. Riuscì cosi non solo ad estendere il giro di affari degli esercizi già in funzione, ma ne acquistò dei nuovi migliorando sempre più la sua posizione. È degno di gran lode l'aver egli impiegato sempre presso di sè volenterosi connazionali e che nulla tralasciò perchè essi potessero progredire nei loro intenti e crearsi una stabile posizione.

Nel 1910 egli vinto dalla nostalgia del patrio sole si recò in Italia deciso a stabilirsi nel suo paesello di Vagli di Sopra, in provincia di Lucca. Di fatti si fece qui costruire una comoda casa con negozio, portò in questa casa il sorriso di una sposa e l'affettuoso calore di una famiglia, mentre investiva i suoi capitali in una impresa di marmi. Durante questa permanenza nel suo paese natale si accaparrò subito le simpatie e la stima di tutti tanto che fu eletto membro del Consiglio Comunale. Allo scoppio della guerra mondiale egli subì perdite non lievi, dovute alla crisi industriale sviluppatasi in ragione della torbida situazione internazionale. Sistemò alla meglio i suoi affari in Italia e ritornò in questa grande metropoli ove fece acquisti creando in tal modo nuove fonti di guadagno che insieme alle già esistenti portavano la prosperità e il benessere non solo alla sua famiglia ma in quelle di molti altri connazionali.

Dal 1915 al 1921 egli restò a Londra dedicandosi non solo agli affari, ma intervenendo direttamente o indirettamente a generose opere benefiche, cosa questa che gli assicurava le simpatie di tutti e che concorreva ad elevare in terra straniera il nome d'Italia. Fu per tali meriti eletto tra i Governatori dell'Ospedale italiano.

Nel 1921 egli è ormai ritornato definitivamente in Italia e qui continua la sua vita operosa circondato dall'affetto e dalla stima di quanti lo avvicinano. Uomo intelligente ed avveduto percepì le gloriose splendide possibilità della dottrina fascista e non solo l'abbracciò con entusiasmo ma prese parte attiva alla fondazione del Fascio, disimpegnando egregiamente per ben tre volte la carica di Segretario. Cittadino esemplare ha altresì coperto nel suo paese la carica di consigliere, di assessore municipale e di Presidente della Croce Rossa. Padre severo ma buono egli ha impartito ai figli un'educazione esemplare che tende a creare il perfetto cittadino, l'ottimo padre, il valoroso soldato. Generoso di animo sia nel paese natale che a Londra ha sempre contribuito alle iniziative assistenziali dei rispettivi Fasci, e ad altre opere civiche del suo paese.

Translation

Comrade Giorgi, awarded the Knight's Cross of the Order of the Crown of Italy by H.M. the King of Italy himself, came to London as a child and from his father, who owned various of coffee or to be more exact, tea and refreshment shops, learned to manage such businesses. Although he was still a child he succeeded with much willingness and with constant work to learn the secret of his father's art.

Aged twenty he returned to the Homeland to fulfill his military obligations and immediately after his discharge he returned to London. Here he acquired from his father all the companies that he managed giving his father the chance to return home. He was still very young when he assumed the difficult task of coping by himself, but he had already acquired a lot of experience and feeling of owning all spiritual skills for succeeding in the arduous undertaking. So he managed not only to extend the business establishments already operating, but acquired new ones increasingly improving his position. It is worthy of great praise that he always employed his willing countrymen and that nothing was omitted so that they could move forward in their intent and create a stable position.

In 1910 overcome by nostalgia for the homeland sun he traveled to Italy decided to settle in his little home town of Vagli di Sopra, in the Province of Lucca. In fact, here he had a comfortable house with shop built, he brought to this home a bride's smile and the warmth of a loving family, meanwhile investing his money in a marble company. During this time in his native country he soon gained the sympathy and esteem of all and he was elected a member of the City Council. At the outbreak of World War I he suffered minor losses, due to the industrial crisis that developed because of the murky international situation. He settling his business in Italy for the better and he returned to this great metropolis where he makes purchases thereby creating new sources of income in addition to already existing ones brought prosperity and well-being not only to his family but to those of many other compatriots.

From 1915 to 1921 he remained in London devoting himself not only to the business but by involving himself directly or indirectly in generous charitable works, this action ensured the sympathy of everyone and contributed in raising the name of Italy in a foreign land. For these merits he was elected to the Governors of the Italian Hospital.

In 1921 he returned definitively to Italy and here continues his industrious life surrounded by the affection and esteem of those who approach him. A clever and circumspect man he perceived the glorious beautiful possibilities of the fascist doctrine and not only embraced it with enthusiasm but took an active part in the foundation of the Fascio, excellently taking on the post of Secretary three times. An exemplary citizen he has also served in his town as a Councillor, an alderman and President of the Red Cross. A strict but good father he gave his children an education model that tends to create the perfect citizen, a best father, the valiant soldier. Generous of the soul it was from his hometown that he has always contributed to the welfare initiatives of the respective Fasci in London, and other civic works in his country.