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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

GIANELLI, GIUSEPPE

Le persecuzioni del Radeski tolsero a Gianelli il privilegio di nascere in Italia. Italiano di sentimenti e di fatti egli ha avuto i suoi natali a Faido, nel Canton Ticino, dove i suoi genitori si erano rifugiati per sfuggire il triste destino che incombeva sui patrioti italiani.

Nella sua vita abbastanza avventurosa che lo portò spesso a sacrifici durissimi, vediamo la tempra della nostra razza, il coraggio del puro Italiano, la tenacia ferrea di un uomo che non avendo dove appoggiarsi, deve col suo esclusivo lavoro crearsi una esistenza, un avvenire, una personalità.

Egli arrivò a Londra a 14 anni e cominciò a lavorare come garzone, trattato abbastanza malamente, nutrito ancora peggio, alloggiato dio sa come e rimunerato con qualche scellino settimanale. Dopo appena sei anni con un penny di capitale egli si assume la gestione di un "refreshment shop", già caduto in discredito; in breve tempo col suo saper fare egli ne rialza le sorti, mentre i guadagni aumentano giorno per giorno tanto che in pochi anni diviene proprietario di quattro esercizi del genere. Aumentando le entrate egli aspira a svolgere la sua attività in una cerchia molto più ampia ed ecco che apre una pasticceria.

Questo nuovo locale che doveva essere nell'intenzione del proprietario la cellula da cui in un secondo momento sarebbe venuta fuori la grande industria che egli tanto sognava gli procurò una perdita di 20,000 sterline. Giuseppe Gianelli era vittima della sua inesperienza in quel campo. Chiunque si sarebbe arreso e sarebbe tornato ai banchi dei suoi caffè a rimpiangere le sterline guadagnate a stilla a stilla e perdute tutte di un colpo. Ma lui non era il tipo di piangere sulle rovine di Cartagine e prima di arrendersi volle combattere e ritentare. E in questo egli mostrò di essere veramente un Italiano.

La sua iniziativa fu arrischiata la sua resistenza fu dura ed il successo fu grande. Guidato dalla sua fede ed esperienza acquisita, la pasticceria cominciò a prosperare e lo Gianelli vide con soddisfazione che era ritornato sulla strada che egli si era predisposto di seguire. Infatti quella prima azienda fu il lievito da cui si sviluppò con rapidità sorprendente la moderna pasticceria "Vauxhall Cakes Ltd." dalla quale ogni mattina si muovono numerosi furgoni che portano le sue specialità dolciarie in numerosi caffè di Londra e della periferia.

Questa tempra di uomo è veramente italiana. Egli infatti ha risentito del nuovo flusso di vita che anima e vivifica la sua patria, giacché anche se nato in terra straniera, ebbe dai suoi genitori il sangue dei figli di Roma. Assiduo frequentatore della casa del Littorio di Londra partecipa con orgoglio a tutte le manifestazioni collettive degli Italiani di Londra, e quando qualcuno gli ricorda la sua origine straniera egli pensa con rammarico all'esodo dei suoi che lo fece estraneo di quella Patria che veramente sente di amare; e con orgoglio mette in mostra i suoi sentimenti che hanno resistito alle nuove ideologie anzi si sono fortificati nella lotta tacita ed assidua per il trionfo della idea fascista. Un giorno passando a Vienna dinanzi al monumento del Radeski, ricordando le infamie da costui commesse a danno dei suoi genitori gli sputò sulla faccia perchè gli aveva tolto il privilegio di essere Italiano.

È con animo veramente sincero che guardiamo la simpatica e sempre gioviale figura del Gianelli che animato da nobili sentimenti cerca dovunque di affermare la grandezza della sua antica Patria e la dignità del nome italiano. Animo prodigo e generoso egli ha sempre contribuito con munificenza alle attività delle varie Associazioni della nostra Comunità.

Translation

The persecutions of Radeski took away from Gianelli the privilege of being born in Italy. Of Italian feelings and deeds he had hiss birth in Faido, in the Ticino Canton, where his parents had taken refuge to escape the sad fate which loomed for his Italian countrymen.

In his adventurous enough life that often brought him harsh sacrifices, we see the temper of our race, the true Italian courage, the iron tenacity of a man having nowhere to rest, who must through his own work create a life, a future, a personality.

He arrived in London aged 14 and began working as a busboy, treated badly, fed even worse, lodging God knows where and remunerated weekly with the odd shilling. After six years with a penny of capital he assumes the management of a "refreshment shop", already fallen into disrepute; in a short time with his skills he raises its fortunes, while the earnings increased day by day so that in a few years he became the owner of four such businesses. Increasing the revenue he aspires to carry out his activities in a much wider circle and so he opened a bakery.

These new premises, which were intended by the owner to be the cell from which later would emerge the big industry that he often dreamed of, produced for him a loss of £20.000. Giuseppe Gianelli was a victim of his inexperience in that field. Anyone else would surrender and would return to the counters of his cafès to regret the pounds gained drop by drop and lost all in one blow. But he wasn't the type to cry on the ruins of Carthage and rather than surrender he wanted to fight and try again. And in this he showed himself to be a truly Italian.

His initiative was risky his resistance was stiff, and the success was great. Guided by his faith and the experience gained, the bakery began to prosper and Gianelli saw with satisfaction that he had returned to the road that he was prepared to follow. In fact the first company was in yeast from which evolved with astonishing rapidity the modern "Vauxhall Cakes Ltd." bakery from which each morning many vans leave carrying its confectionery specialities in many cafès in London and the suburbs.

This character of the man is really Italian. He in fact felt again the new flow of life that animates and enlivens his homeland, even if born in a foreign land, he had from his parents the blood of the children of Rome. A regular visitor of Casa del Littorio in London he proudly participates in all collective events of the Italians in London, and when someone reminds him of his foreign origin he thinks with regret the exodus of his family that made him a stranger to that homeland for which he really feels love; and he proudly displays his feelings that have resisted the new ideologies in fact have fortified themselves in the struggle for the tacit and assiduous triumph of fascist ideas. One day in Vienna passing before the monument of Radeski, recalling the horrors that this person had committed against his parents he spat on his face because he had taken away the privilege of being Italian.

It is with a truly sincere spirit that we look at the friendly and always jovial figure of Gianelli who animated through high-minded sentiments anywhere to affirm the greatness of his ancient homeland and dignity of the Italian name. A prodigious and generous spirit he has always contributed munificence to the various Association activities in our community.