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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

ERCOLI, EDOARDO

Gli Ercoli si può dire abbiano raccolto e tramandato sino a noi quelle belle tradizioni che i tipografi italiani si conquistarono in Inghilterra nel lontano Medio Evo e sino a tutta la prima metà dell'ottocento, e che hanno lasciato nelle biblioteche di questo ospitale paese opere pregevolissime che stanno ancora oggi ad attestare la forza creatrice della nostra razza. Edoardo Ercoli è una delle più belle figure di lavoratore nella collettività italiana di Londra e questa opinione sul "tipografo italiano del West End" è condivisa da tutti i connazionali che hanno, in una occasione o in un'altra, avuto il piacere di incontrarsi con lui.

Il camerata Ercoli è stato uno dei fondatori e uno dei primi Consiglieri della Unione Reduci Militari Italiani (ora A.N.C.) insieme ai camerati N. Zuigliani E. Granata, L. Peretti, G. Rossi. Per vari anni è stato Vice Presidente della Società Mazzini e Garibaldi (ora divenuta il Dopolavoro Mazzini e Garibaldi), e in seguito anche Presidente nel periodo delle sanzioni, durante il quale promosse conferenze e adunate per solennizzare i più salienti avvenimenti della conquista dell'Abissinia.

Egli è anche Consigliere della Sezione Combattenti di Clerkenwell; Curatore da molti anni, della Società Operaia Mazzini e Garibaldi; Presidente del "Fondo Auguri di Compleanno" pro Ospedale Italiano; Presidente On. del Dopolavoro di Chiavenna in provincia di Piacenza, ed ha cooperato attivamente, col camerata Giansanti, mentre questi era Comandante delle O.G.I.E., ricevendo in proposito un encomio dal Console Generale di quell'epoca, comm. Carlo Bossi.

Egli è uno dei pochi Italiani che venga chiamato a far parte della Giuria alla Corte di Assise dell'Old Bailey in Londra: ciò è una riprova della stima che egli gode, ed il riconoscimento del senso di imparzialità che egli possiede nel suo distretto.

Edoardo Ercoli nacque a Lugagnano Val d'Arda di Piacenza, il 4 marzo 1897. Può, con giusta ragione, dire che egli è nato coi caratteri tipografici in bocca "e non col tradizionale cucchiaio di argento" che, volgarmente, significa una nascita in mezzo all'agiatezza. Nel 1912, superati gli esami alla "School of Arts and Craft " terminò, quasi contemporaneamente, il suo apprendistato di sette anni presso la ditta "Cosmo Printing Co". diretta da Valentine Freitag, del quale poi divenne cognato.

Nel 1920 ha poi eseguito il corso di 5 anni di meccanico operatore presso la Intertype Machine Corporation (U.S.A.), superando gli esami ed ottenendo una speciale menzione, come uno dei più veloci operatori linotipisti della Gran Bretagna.

Fra i lavori più importanti che venivano eseguiti in questa tipografia eravi la rivista settimanale "Hairdresser" che in seguito si trasformò diventando l'organo ufficiale dell'Associazione dei Parrucchieri prendendo il nome di "Hairdressers' Journal". Un anno dopo venne iniziata la pubblicazione di un'altra rivista, "The Have Pity", con una tiratura mensile di circa 300.000 copie, diretta da un noto pastore tedesco W. Dietrich appartenente alla "Black Cross Mission". All'inizio della guerra, la stampa inglese iniziò una vivacissima campagna per far cessare questa pubblicazione, il che avvenne nell'ottobre del 1914.

Nel novembre del 1914, il noto giornalista francese M. Cringoire iniziò la pubblicazione in veste quotidiana del "Echo de France". Il Gringoire si rivolse al giovanissimo camerata Ercoli per la sua preziosa collaborazione professionale, e la tipografia divenne un focolare di propaganda per gli alleati: più di trenta operai formarono il personale sotto la direzione di Ercoli. Dopo l'occupazione del Belgio da parte dei tedeschi, venne stampata pure in veste quotidiana "L'Indipendence Belge", la quale dopo pochi numeri fu incorporata nel primo. "L'Echo de France" fu pubblicato finché la gran voce della Patria non chiamò il camerata Ercoli ad impugnare il fucile per la sua difesa. Con la sua partenza per l'Italia venne chiusa la tipografia perchè era venuta a mancare quella forza che dava impulso alla sua esistenza.

Nel 1919 il camerata Ercoli, terminato il servizio militare, ritornò a Londra portando in questa terra grigia quel tormentoso sentimento provato dai soldati delle trincee, purificati dal sacrificio fatto per vedere una Patria più grande e più forte e degna dell'immolazione di 700.000 dei suoi migliori figli.

In quell'epoca si stampava in Londra il piccolo giornale mensile "Londra-Roma", diretto dal compianto professore Rava. Questo giornale, di cui nessuno in Londra ha mai cercato, e mai cercherà, di diminuire l'importanza, rappresentava tuttavia la vecchia Italia: l'Italia del Risorgimento. Ma i soldati, reduci dalle trincee, vollero che una voce della nuova Italia sorgesse in Londra. Colla cooperazione immancabile del camerata Ercoli e la decisa volontà dell'Unione Reduci Militari Italiani in Gran Bretagna (divenuta poi la Sezione di Londra dell'A.N.C.I.) presieduta dal tenente Giacomo Luigi Novelli, e poi dal cav. Dr. C. Rampagni, vide la luce "La Cronaca" diretta dal cap. cav. Giovanni Savani, che fu uno dei fondatori del Fascio di Londra. Attorno a questo giornale, che usciva settimanalmente, si raccolsero tutte le forze vive della Colonia, poichè da esso si elevava la voce che ammoniva gli italiani a non prestare fede alla propaganda bolscevica che sembrava travolgere il nostro Paese ed annullare gli effetti della luminosa Vittoria.

Alla fine del 1922 il giornale fu battezzato con un titolo più comprensivo e gli venne dato quello di "L'Eco d'Italia", titolo che mantenne fino al 1929, anno in cui il giornale, già organo ufficiale dei Fasci in Gran Bretagna fin dal 1926, assunse quello di "L'Italia Nostra", assumendosi il Fascio di Londra la sua proprietà.

Partito il cap. Savani, divenne direttore del giornale l'ex garibaldino che combattè in Francia dal 1914-15, Decio Gaudenzio Rossi. In quell'epoca il giornale assunse una forma ancor più battagliera poichè veniva stampato in Londra un foglietto settimanale, rinnegatore dei valori spirituali del nostro popolo, della fede nei grandi destini della Patria. "L'Eco d'Italia" usciva allora bisettimanalmente, ed oltre alle otto pagine che costituivano il suo formato, venne aggiunta pure una pagina in inglese: fatto che contribuì ad estendere la sua diffusione.

Dunque, nel 1923 la ditta Ercoli era ritornata alla sua antica floridezza, e fu allora che essa concluse il contratto con il "Popolo d'Italia" per la esclusività della vendita del giornale in Inghilterra per farlo trasportare in aereoplano da Parigi a Londra, allo scopo di metterlo in circolazione lo stesso giorno che veniva pubblicato in Milano. Ma essendosi ritirato in Italia il padre di Edoardo, la ditta Ercoli fu rilevata dalla "Continent Printing Co". ed il contratto non fu messo in esecuzione, pur restando in possesso del camerata Ercoli il documento che porta la firma del Grande Ufficiale Arnaldo Mussolini.

Il camerata Ercoli, fra il 1920 e il 1929, doveva lavorare fino a diciotto ore al giorno, poichè nella tipografia si stampavano ben cinque giornali settimanali, e cioè "L'Eco d'Italia" bisettimanale; "La Squilla" diretto dal camerata Pietro Natale Scola, "The Soho", la "Gazzette de Grande Bretagne", in otto pagine diretta da Andre-Simon, e poi dai vari corrispondenti parigini londinesi; e la rivista "Patria", organo ufficiale dell'Associazione Nazionale Combattenti in Gran Bretagna, diretta dal camerata cav. uff. C. Rampagni.

Nel gennaio del 1923, quando il Regime ebbe la necessità dell'appoggio incondizionato di tutti quelli che in esso avevano la più illimitata fede, Edoardo Ercoli, che già aveva collaborato con i componenti il primo nucleo dei fascisti di Londra, si iscrisse al Fascio proseguendo con più zelo alla propaganda di italianità fra le numerose conoscenze che egli aveva nell'ambiente italiano.

Non vi sono stati giornalisti, artisti e altre personalità venute in Londra colle quali il camerata Ercoli non abbia avuto contatti. Ecco quanto scrive il grande artista italiano Petrolini in una frase incisiva: "Al mio grande collaboratore Ercoli".

Quando la rabbia impotente delle democrazie impose quel provvedimento che resterà ad infamia nella storia internazionale, cioè le cosidette "sanzioni", tentando impedire alla nostra Patria di debellare il trono schiavista dell'Abissinia, il camerata Ercoli fu l'iniziatore in Gran Bretagna della raccolta dell'oro per la Patria, come lo testimonia questa lettera inviatagli dal camerata comm. C. Camagna, allora Segretario del Fascio:

18/11/XIV

Giorno delle Sanzioni.

Caro Camerata Ercoli,

Ho ricevuto giorni addietro la Sua offerta di oggetti di oro, di cui Le mando qui acclusa ricevuta provvisoria. Mi è grato esprimere il più vivo apprezzamento della iniziativa altamente patriottica Sua e della Sua Signora, nonché della nobile lettera inviatami per l'occasione. Il Suo bell'esempio merita di essere largamente seguito, e lo sarà.

Cordialmente Suo

(f.to): Carlo Camagna.

Iniziata dal camerata C. Camagna la pubblicazione dello "Anglo-ltalian Bullettin" per ribattere le falsità che venivano stampate sui giornali inglesi nei riguardi del nostro Paese, e per far conoscere al popolo britannico i nostri inattaccabili diritti, il camerata Ercoli lavorava sovente anche tutta la notte, perchè la pubblicazione fosse degna dello scopo a cui era destinata, e senza ritrarne nessun profitto finanziario.

Della sua attività a questo scopo ne fa fede quanto gli ha scritto il Comm. Camagna all'atto della sua partenza da Londra per recarsi in Italia a Capo della " Agenzia Stefani. ":-

"Voi foste, durante il periodo delle sanzioni, uno dei più validi e volenterosi e sagaci miei collaboratori, ed a parte questo, vi ricorderò come uno di quei fascisti di Londra che in tutti i modi e in ogni occasione hanno sempre voluto e saputo adempiere con dignità, con fierezza e con spirito di sacrificio, il proprio dovere."

Ricordando il monito del Duce che la Patria si serve non solo sui campi di battaglia, ma dovunque e sempre, il camerata Ercoli, durante il periodo delle sanzioni, levò alta la voce di protesta quando si trattò di difendere il nome d'Italia offeso dal Mayor di Finsbury e dal cappellano Rev. Norman Charley, durante una cerimonia pubblica svoltasi in occasione dell'Anniversario dell'Armistizio. Egli scrisse una lettera a questi denigratori del nostro Paese, il cui testo venne pubblicato e commentato largamente dai giornali londinesi. Stralciamo alcuni brani di questa lettera tolta da " L'Italia Nostra ":-

" AL MAYOR DI FINSBURY:

" A proposito degli inopportuni sproloqui sui discorsi fatti domenica scorsa dal Mayor di Finsbury e dal Cappellano Rev. Norman Charley, presenti, per invito, le rappresentanze dei nostri ex-Combattenti, siamo lieti di pubblicare la tempestiva lettera inviata in proposito al Mayor di Finsbury dal camerata E. Ercoli, Vice-Presidente della Mazzini e Garibaldi:-

" As an Italian ex-serviceman, and one who has always attended the yearly ceremony at the Finsbury Monument (where also Italian who have fallen in the British Army are commemorated), I was more than surprised to hear your speech on Sunday 10th novembre 1935, which was, I think, unworthy of such a special and solemn occasion.

" It was clearly intended and directed to explaining the present political situation, but there was much that was unjustly emphasized, especially when the Rev. N. Norman Charley mentioned that the Heroes who died in the great war sacrificed their lives for nothing.

" I know I am voicing the feeling of all Italians present on Sunday at the Finsbury Memorial in saying that perhaps the British and Italian Legion, all ex-comrades in the Great War, must have felt aggrieved by the things said by such personalities as the Mayor of Finsbury and the Chaplain.

"I also think it might have been more to the point to acknowledge how the Italian are building roads, feeding the poor, and liberating the 3 million slaves that exist in Ethiopia, the selling and buying of whom is the greatest asset and commerce in that country, where law and justice are only now penetrating for the first time under the civilising influence of Italy".

Sempre pronto ad incoraggiare ogni iniziativa tendente a favorire i connazionali, Ercoli ha pubblicato nel 1933 la prima edizione della "Guida degli Italiani in Gran Bretagna" con la collaborazione dei camerati Enrico Giansanti e Francesco Mattei.

Di questo primo volume, il camerata Enrico Discoli si esprime in questi termini con l'Ercoli: il lavoro non è purtroppo che frazionario poichè ha dovuto svolgersi entro limiti assai ristretti di tempo, ed aggiungerò, anzi, che esso non sarebbe stato possibile se non avesse avuto aiuti ed incoraggiamenti dalla tenacia e dalla fede italiana che ha animato il camerata Ercoli

. . . . La seconda edizione ha visto la luce nel 1936, e la terza viene pubblicata nel 1939. Questa pubblicazione ottenne il plauso delle Autorità e di alte personalità del Regime, S. E. Italo Balbo scrisse al camerata Ercoli:

"La sua Guida mi sarà utilissima e, in ogni modo, servirà a ravvivare in me il ricordo di tanti bravi camerati che ho avuto occasione di avvicinare a Londra e che sanno, come Lei, tenere alto il nome della Patria in terra straniera."

Il Governatore di Roma, Principe Piero Colonna, scrisse:

"Il volume molto interessante, non solo contiene notizie che possono giovare ai connazionali che risiedono o vengono costì, ma è il primo saggio di uno studio che potrà assumere in seguito un notevole sviluppo."

La generosità del camerata Ercoli è ben nota, ed egli è sempre pronto a prender parte attivissima alle iniziative fasciste a favore della collettività italiana di Londra, ed ha sempre, con spirito generoso, contribuito alle opere assistenziali.

Egli è circondato dalla stima e dall'affetto di fedeli operai, che da circa venti anni sono degli alacri suoi collaboratori: E. Grosso, E. Pasquali, H. Murrow, capi dei vari Dipartimenti, che, sicuri di soddisfare ad un desiderio del camerata Ercoli additiamo all'ammirazione dei connazionali ad esempio degli operai in genere.

Quali sieno poi le sue benemerenze e la stima che egli gode nel suo paese natale, da lui sempre ricordato in modo tangibile, è chiaramente riflessa in questa lettera scrittagli dal dott. Giuseppe Daveri, Segretario Capo del Comune di Castel S. Giovanni:

"Figlio nobilissimo della nostra famiglia piacentina. Pila continua, portandola sempre a più alti fastigi, la missione di italianità che il compianto suo padre, mio buon amico, ha svolto con tanta fede ed amore per lunghi anni fra gli italiani a Londra. " Mi compiaccio quindi con Lei per il brillante risultato ottenuto e faccio voti che abbiano sempre maggior incremento le sue sane iniziative, da Lei prese nell'interesse dei nostri connazionali."

Nel paese di Vecoli, nella Lucchesia, ove riposa la salma di suo padre, e del fratello, il camerata Ercoli ha contribuito con una cospicua elargizione per la costruzione del Cimitero regalando inoltre un appezzamento di terreno ed il cancello in ferro battuto ed ha pure portato a termine l'opera iniziata dal padre per provvedere un fonte battesimale nella Chiesa di Vecoli, dotandolo di una bella cancellata in ferro.

L'azienda tipografica, che ancora oggi sussiste e prospera, segue quelle tradizioni di correttezza, di lealtà, e soprattutto, di italianità al cento per cento impresse dal suo fondatore Ercoli Valerio e fedelmente seguite dal camerata Edoardo, generoso e fervido propagandista di quell'ideale che ha reso l'Italia forte, potente e, soprattutto, temuta. Così, come l'ha voluta il Duce, e come la sognarono nelle trincee i figli d'Italia. - u. u.

Translation

Ercoli, it can be said, has collected and handed down to us those beautiful traditions that Italian printers have captured in England in the Middle Ages and until the entire first half of the 19th century, and who left in this hospitable country's libraries highly prized works which are still today attest to the creativity of our race. Edoardo Ercoli is one of the most beautiful example of a worker in the Italian community in London and this opinion on "Italian printer of the West End" is shared by all the compatriots who, on one occasion or another, had the pleasure to meet with him.

Comrade Ercoli was one of the founders and one of the first Members of the Italian Military Veterans Union (now A.N.C) along with comrades N. Zuigliani E. Granata, L. Peretti, G. Rossi. For several years he was Vice President of the Mazzini and Garibaldi Society (now the Dopolavoro Mazzini and Garibaldi), and later also its President during the period of sanctions, during which he promoted conferences and gatherings to celebrate the most important events of the conquest of Abyssinia.

He is also a Councillor of the Veterans Section of Clerkenwell; the curator, for many years, of the Workers Society Mazzini and Garibaldi; President of "Birthday Wishes Fund" for the Italian Hospital; Honorary President of the Dopolavoro of Chiavenna in the Province of Piacenza, and actively cooperated with the Comrade Giansanti, while he was Commander of the O.G.I.E., receiving about a commendation from the General Console of that time, Comm. Carlo Bossi.

He is one of the few Italians who have been called to be part of the Jury at the Court of Assizes in the Old Bailey in London: this is proof of the esteem that he enjoys, and the sense of fairness that he possesses in his district.

Edward Ercoli was born in Lugagnano Val d'Arda di Piacenza, on 4th March 1897. One can rightly say that he was born with typeface characters in the mouth and not with the traditional "silver spoon" which, commonly, means a birth in the middle of affluence. In 1912, he passed the exams at the "School of Arts and Craft" ending, almost simultaneously, his seven-year apprenticeship at the company "Cosmos Printing Co. directed by Valentine Freitag, who later became his brother-in-law.

In 1920 he followed the 5 year operator mechanic course run the Intertype Machine Corporation (U.S.A), passing exams and getting a special mention, as one of the fastest linotype operators in Britain.

Among the most important works that were to be produced in this printer house were weekly magazine "Hairdresser" who later changed itself becoming the official organ of the Association of Hairdressers took the name of "Hairdressers' Journal". A year after, it started the publication of another magazine, "The Have Pity", with a monthly circulation of about 300,000 copies, edited by a well-known German pastor W. Dietrich belonging to the "Black Cross Mission". At the beginning of the war, the British press began a lively campaign to close this publication, which took place in October 1914.

In November 1914, the well-known French journalist M. Cringoire began publication as a daily the "Echo de France". Gringoire approached the young Comrade Ercoli for his valuable professional collaboration, and typography became a furnace of propaganda for the allies: more than thirty workers formed the staff under the management of Ercoli. After the German occupation of Belgium, was printed as a daily "L'Independence Belge", which after a few numbers was incorporated into the first. "LEcho de France" was published until the loud voice of the Homeland called Comrade Ercoli to take up the rifle for her defense. With his departure for Italy the printers were closed because it lacked that force which gave impetus to its existence.

In 1919 the Comrade Ercoli, having finished his military service, he returned to London bringing in this grey land that tormented feeling proven by the soldiers in the trenches, purified by the sacrifice made to see a bigger and stronger Homeland and worthy of the sacrifice of 700,000 of her best sons.

At that time the small monthly newspaper "Londra-Roma" was printed in London, edited by the late Professor Rava. This newspaper, of which no one in London has ever sought and never will seek, to diminish the importance, it, however, represented the old Italy: the Italy of the Risorgimento. But the soldiers, returning from the trenches, wished that the voice of the new Italy would rise in London. With the unfailing cooperation of Comrade Ercoli and the determination of Italian Military Veterans Union in Britain (which subsequently became the London Section of the A.N.C.I.) chaired by Lieutenant Giacomo Luigi Novelli, and then by Cav. Dr. C. Rampagni, "La Cronaca" saw the light edited by Cap. Cav. Giovanni Savani, who was one of the founders of the London Fascio. Around this newspaper, which was issued weekly, gathered all the real forces of the Colony, as it raised its voice warning Italians not to take faith in the Bolshevik propaganda that seemed to sweep our Country and negate the effects of the shining Victory.

At the end of 1922 the newspaper was christened with a more inclusive title and it was named "L'Eco d'Italia", a title it held until 1929, when the newspaper, already the official Fascist organ in Britain since 1926, changed to "L'Italia Nostra", assumed by the London Fascio as its property.

After Cap. Savani left, Decio Gaudenzio Rossi, the former partisan who fought in France from 1914-15, became Director of the newspaper. At that time the newspaper assumed a form even more pugnacious as it was printed in London as a weekly sheet, a renegade of the spiritual values of our people, of the faith in destiny of the fatherland. "L'Eco d'Italia" went out then biweekly, and in addition to eight pages that made up its format, a page was added in English, a deed that helped extend its dissemination.

Then, in 1923, the Ercoli company was returned to its ancient prosperity, and it was then that it concluded a contract with the "Popolo d'Italia" for the exclusive sale of the newspaper in England by transporting it by airplane from Paris to London, in order to put it into circulation on the same day it was published in Milan. But as Edoardo's father had retired to Italy, the Ercoli company was taken over by "Continent Printing Co." and the contract was not put into execution, while the document that bears the signature of Grand Officer Arnaldo Mussolini remains in possession of comrade Ercoli.

Comrade Ercoli, between 1920 and 1929, had to work up to 18 hours a day, as in typography he printed five weekly newspapers, namely "L'Eco d'Italia" biweekly; "La Squilla" edited by Comrade Pietro Natale Scola, "The Soho", the "Gazzette de Grande Bretagne", eight pages edited by Andre-Simon, and later by the various Parisian London correspondents; and the magazine "Patria", the official organ of the National Fighters Association in Britain, edited by Comrade Cav. Uff. C. Rampagni.

In January 1923, when the Regime had the need for the unconditional support of all those who had the most therein unlimited faith, Edoardo Ercoli, who had already collaborated with the core components of the fascists in London, enrolled at the Fascio continuing with more zeal to propaganda about Italianism among the numerous acquiantances that he had in the Italian environment.

There have not been journalists, artists and other personalities who come to London with whom Comrade Ercoli has not had contact. Here is what writes the great Italian artist Petrolini in a trenchant phrase: "To my great collaborator Ercoli".

When the helpless rage of democracies imposed that measure that will remain in infamy in international history, i.e. the so-called "sanctions", trying to prevent our country to eradicate the slavery throne of Abyssinia, Comrade Ercoli was the initiator in Great Britain the collection of gold for the Homeland, as evidenced by this letter from Comrade Comm. C. Camagna, then the Secretary of the Fascio:

18/11/XIV

Day of the Sanctions.

Dear Comrade Ercoli,

I received days ago your offer of gold objects, for which I send the enclosed provisional receipt. I am grateful to express the most true appreciation of your and your wife's highly patriotic initiative, also for the noble letter sent to me for the occasion. Your fine example deserves to be widely followed, and it will be.

Cordially Yours

(f.to): Carlo Camagna.

Started by Comrade C. Camagna the publication of "Anglo-ltalian Bulletin" to argue the falsity that British newspapers were printing in regards of our Country, and to let the British people know our unassailable rights, Comrade Ercoli also often worked all night, because the publication was worthy of the purpose for which it was intended, and without making any financial profit.

Of his activity for this purpose he makes as he wrote the Comm. Camagna upon his departure from London to travel to Italy to the Head of the "Agenzia Stefani.": -

"You were, during the period of sanctions, one of the most valuable and willing and insightful of my co-workers, and aside from that, I will remember you as one of those Fascists in London that in all ways and at every opportunity have always wanted and been able to accomplish with dignity, with pride and with a spirit of sacrifice, his duty".

Recalling the Duce's warning that the Homeland serves not only on battlefields, but everywhere and always, Comrade Ercoli, during the period of sanctions, loudly raised the voice of protest when it came to defend the name of Italy offended by Mayor of Finsbury and Chaplain Rev. Norman Charley, during a public ceremony held on the Anniversary of the Armistice. He wrote a letter to those disparaging of our country, whose text was published and commented on extensively by the London newspapers. We extract some passages of this letter from "L'Italia Nostra": -

TO THE MAYOR OF FINSBURY:

About the inappropriate rants on speeches made last Sunday by the Mayor of Finsbury and by the Chaplain Rev. Norman Charley, presented, by invitation, to representatives of our ex-combatants, we are pleased to publish the timely letter sent in this respect to the Mayor of Finsbury by Comrade E. Ercoli, Vice-President of the Mazzini and Garibaldi: -

"As an Italian ex-serviceman, and one who has always attended the yearly ceremony at the Finsbury Monument (where also Italian who have fallen in the British Army are commemorated), I was more than surprised to hear your speech on Sunday 10th novembre 1935, which was, I think, unworthy of such a special and solemn occasion.

It was clearly intended and directed to explaining the present political situation, but there was much that was unjustly emphasized, especially when the Rev. N. Norman Charley mentioned that the Heroes who died in the great war sacrificed their lives for nothing.

I know I am voicing the feeling of all Italians present on Sunday at the Finsbury Memorial in saying that perhaps the British and Italian Legion, all ex-comrades in the Great War, must have felt aggrieved by the things said by such personalities as the Mayor of Finsbury and the Chaplain.

I also think it might have been more to the point to acknowledge how the Italian are building roads, feeding the poor, and liberating the 3 million slaves that exist in Ethiopia, the selling and buying of whom is the greatest asset and commerce in that country, where law and justice are only now penetrating for the first time under the civilising influence of Italy".

Always ready to encourage any initiative intending to encourage compatriots, Ercoli published in 1933 the first edition of the "Guida degli Italiani in Gran Bretagna" with the collaboration of Comrades Enrico Giansanti and Francesco Mattei.

Of this first volume, Comrade Enrico Discoli expressed himself in these terms with Ercoli: the work is not that unfortunately had to be fractional because it was produced within very narrow time limits, and I will add, indeed, that it would not have been possible had he not got encouragement and assistance from the tenacity and faith which animated Comrade Ercoli

The Second Edition saw the light in 1936, the third is to be published in 1939. This publication gained the approval of the Authorities and of high personalities of the Regime, S. E. Italo Balbo wrote to Comrade Ercoli:

"Your Guida seems to me very useful and, in any event, will serve to revive in me the memory of many good comrades that I had the opportunity to get close to in London and who, like you, hold high the name of the Homeland in a foreign land".

The Governor of Rome, Prince Piero Colonna, wrote:

"The volume is very interesting, not only contains information that can be beneficial to the compatriots who live or come here, but is the first essay of a study which could assume a significant development".

The generosity of the Comrade Ercoli is well-known, and he is always ready to take a very active part in the fascist initiatives in favour of the Italian community in London, and has always, with generous spirit, contributed to charitable works.

He is surrounded by the respect and affection of loyal workers, that for about twenty years are his active collaborators: E. Grosso, E. Pasquali, H. Murrow, heads of various departments, that sure to satisfy a desire of Comrade Ercoli we highlight the admiration of fellow countrymen, as an example of workers in general.

These then are his merits and esteem that he enjoys in his native country, which he always remembered in a tangible way, itbis clearly reflected in this letter written to him by Dr. Giuseppe Daveri, Chief Secretary of the Municipality of Castel San Giovanni:

"Son of our noblest Piacenza family. Stack continues, bringing to the highest summits, the Italian mission that his late father, my good friend, played with such faith and love for many years among the Italians in London. I am so gratified with you on the brilliant result obtained and I make vows that have alway greater increases the healthy initiatives, that you took in the interests of our compatriots".

In the village of Vecoli, in Lucca, where rests the body of his father, and his brother, Comrade Ercoli has contributed a substantial donation for the construction of the cemetery giving also a plot of land and the wrought iron gate and has also completed the work begun by his father to provide a baptismal font in the Church of Vecoli, by donating a beautiful iron railing.

The printing company, which still exists and thrives, follows those traditions of fairness, loyalty, and above all, one hundred percent Italian that were impressed by its founder Ercoli Valerio and faithfully followed by Comrade Edward, a generous and fervent propagandist of that ideal that made Italy strong, powerful and, especially, feared. This, as the Duce wanted, and as the sons of Italy dreamed of in the trenches. - u.u.