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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

COSOMATI, CAV. ETTORE

È difficile immaginare Ettore Cosomati professore di matematica; eppure, incominciò cosi la sua carriera. Napoletano come Fortunino Matania spezzò presto i lacci di una professione che non era per lui, e si diede, da giovanissimo, a viaggiare l'Europa, dappertutto studiando ed osservando per esprimere in disegni autodidattici lo spirito profondo, la poesia rude e sana della natura. Poichè nacque nel dicembre 1873, non è più un giovanotto. Ma è sempre innamorato come a vent'anni: innamorato della natura. Difatti, è un pittore di paesaggi; e dei nostri paesaggisti è di quelli che meno cedono all'accademia e men che meno alle convenzioni, diremmo, fotografiche. La sua pittura rifugge dagli effetti facili. Egli non si accontenta di rappresentare le cose nella loro apparenza, ma ne cerca le leggi e le strutture essenziali.

Il fine a cui mira, sopratutto nei suoi quadri d'alta montagna, è la sensazione geologica.

Orfano del padre a nove anni, della madre a dieci, fece l'Istituto Tecnico e finì, come dicevamo, professore di matematica alla Scuola Internazionale di Napoli. Se ne stancò, e cercò scampo prima in Germania, dove i suoi schizzi a penna suscitarono l'ammirazione del celebre acquafortista Bernhard Mannfeld e del grande critico d'arte Wilhelm Ritter: andò poi a Parigi. A Francoforte fu in intimi rapporti con Hans Thoma, che era allora all'apice della sua fama e mostrò verso di lui un attaccamento quasi paterno: poi incominciò a esporre acqueforti disegni silografie un pò da per tutto con crescente successo, e poi finalmente cedette alla tentazione dei colori. Dal 1922 si stabili a Londra è diede principio alla serie delle sue tele ad olio.

È autodidatta perchè non ha mai frequentata una scuola d'arte, benché abbia avuto ed abbia a maestri tutti gli artisti vivi e morti che gli riesce di amare e di studiare nei musei nelle gallerie private e nelle esposizioni europee. Ma il non aver mai studiato disegni e pittura a scuola, conferisce alle opere del Cosomati la loro originalità. E' un artista che si esprime a modo suo: fresco, giovanile, senza remore d'erudizione e di tecnica. Ed anche per questo, nonostante il suo fardello d'anni, rispecchia benissimo lo spirito del tempo nostro; spirito essenzialmente d'avanguardia, rivolto al futuro, al nuovo.

Alla recente Mostra degli artisti Italiani di Londra, Cosomati papà (c'è un altro Cosomati più giovane, come vedremo, che segue le orme paterne in altro campo) espose due chiari e limpidi paesaggi: uno d'alta montagna, l'altro d'una casa solitaria che si specchia nella purezza di un lago: tutt'e due riconoscibilissimi senza l'aiuto del catalogo o della firma del pittore, perchè i quadri di Cosomati, chi ne ha visto uno, li riconoscerà sempre, tanto è personale ed originale lo stile di questo singolare interprete della natura.

Opere sue si possono vedere al "British Museum" qui a Londra, nella Galleria Moderna di Dresda, al Museo di Elberfeld, Karlyrnhe, Francoforte ecc., ed anche in varie gallerie (Museo d'arte moderna di Milano, Galleria degli Uffizi Firenze, ecc.), ed esposizioni italiane, perchè dal 1923 incominciò ad andare e a farsi conoscere anche in Italia, facendovi varie mostre personali e partecipando con una intera sala di dipinti alla II Biennale Romana.

Vivendo in Inghilterra, era inevitabile che questo poeta della montagna, questo idealizzatore della rude roccia, s'innamorasse della Cornovaglia: e talune delle sue opere più belle furono appunto ispirate dalle selvagge scogliere e dalle colline brulle dell'estrema costa sud occidentale inglese.

Sull'arte di questo grande artista di cui proprio nel mese di marzo si è inaugurata a Zurigo, una mostra personale, ci piace pubblicare alcuni spunti di giudizi dei nostri maggiori scrittori:

CARLO CARRÀ. (Monografia "Ettore Cosomati" Bottega di Poesia 1924 ).

Ettore Cosomati è un paesaggista che nulla concede alle convenzioni. La sua pittura rifugge dagli aspetti facili. Egli non si contenta di rappresentare le cose nella loro apparenza, ma di queste cerca le leggi essenziali.

L'Armonia delle sue linee è semplice e classica. Egli appartiene ai disegnatori nati, che disegnano quasi a loro insaputa. Il suo disegno è verista e idealista, ma è difficile stabilire con esattezza, usando delle parole, quale sia la linea di sutura che unisce il reale ed il fantastico.

ARDUINO COLASANTI (Prefazione al catalogo della Mostra individuale Ettore Cosomati alla II Biennale Romana 1923).

- Guardando i quadri dell'artista napoletano, bisogna prescindere da ogni idea di oggettivismo materiale, da ogni preoccupazione che tenda a fare dell'opera d'arte un racconto, un commento illustrato, un inganno ottico esteriore.

- Dal lavoro di analitica rappresentazione egli tenta di assurgere alla sintesi estrema, al fenomeno plastico puro. Dico " tenta " perchè nessuna difficoltà è più ardua, nessuna fatica è più dura di quella che dalle contingenze esteriori tende ad innalzare all'elemento essenziale della creazione.

ROBERTO PAPINI (Emporium Bergamo Aprile 1924 "La Il Biennale Romana").

- Ed ecco comparire un pittore straordinariamente interessante per l'evoluzione compiuta e per i risultati raggiunti: Ettore Cosomati. In lui - come ben dice Arduino Colasanli nella prefazione al catalogo - " tutto il caos oggettivo si ordina, si compone, armonicamente equilibrato e solidamente costruito ", Non è in questo pittore, che ha cominciato la sua vita come matematico, un'analogia di inizio con quegli artisti della Rinascenza che chiedevano alla Summa matematica di Fra Luca Paciolo le norme ritmiche dell'arte loro?

Fatto stà che l'arte di Ettore Cosomati, pertinace conciliazione fra il problema formale-costruttivo e il problema coloristico-luminoso, è l'anello di congiunzione fra la pittura di ieri e quella di domani, fra lo studio diretto dal vero e la trasfigurazione del reale. Partita dagli insegnamenti di Hodler, schematizzatore di forme, s'è avvicinata alla tavolozza di Cézanne quel tanto che basta per attenuare le durezze svizzere senza intorbidarle ed è giunta, vigile e misurata, prudente e serena, ad una potenza espressiva che ha moderna sensibilità e spirito antico.

PAOLO MONELLI (La Nazione Firenze, 15 Maggio 1925 "Le Alpi italiane").

- Vi sono dei quadri di Cosomati che sembran fatti con la gravina dei minatori che apron le strade sui fianchi delle montagne. Rocce, pareti, ghiaccio sono dolorosi e duri sotto un cielo definitivo che non ha nè languori, nè nostalgie. Quella roccia è fatta per essere abbrancata, non contemplata indolentemente dalla vetrina d'un albergo; quella neve dev'essere rigata con gli sci per prenderne possesso e soggiogarla. Solo un alpinista e un amatore delle forze brute può ridarci così il senso ed il rilievo delle feroci montagne.

- Ma quella durezza è calda e come umana, quella schietta ossatura della roccia è ubriaca di luce, e le nevi sembrano impastate con il fuoco che cola giù dal Pomagagnòn.

Translation

It's hard to imagine Ettore Cosomati as a Professor of mathematics; however, he began his career like this. A Neapolitan like Fortunino Matania he quickly broke the ties of a profession that was not for him, and he decided, at a young age, to travel all over Europe studying and observing to express in self-taught drawings his deep spirit, the rough and sound poetry of nature. As he was born in December 1873, he is no longer a young man. But he is always in love with like a twenty year old: in love with nature. In fact, he is a landscape painter; and of our landscapers he is one of those who gives less to the Academy and even less, we would say, to photographic conventions. His painting shuns easy effects. He is not content to portray things in their appearance, but he seeks the laws and the essential structures.

The end to which he aims, especially in his paintings of high mountains, is the geological sensation.

Orphaned from his father at nine years, from his mother at ten,he went to the Technical Institute, and ended, as we said, a Professor of mathematics at the International School of Naples. He tired of it, and sought refuge first in Germany, where his pen sketches attracted the admiration of the famous etcher Bernhard Mannfeld and the great art critic Wilhelm Ritter: then went to Paris. In Frankfurt he was in intimate relationships with Hans Thoma, who was then at the height of his fame and showed him an almost paternal attachment: then began to exhibit woodcut etchings everywhere with increasing success, and then finally gave in to the temptation of colour. From 1922 he is based in London principally dedicated to the series of his paintings in oils.

He is self-taught because he never attended art school, although he had and has as masters all artists living and dead who he is able to love and to study in museums, private galleries and exhibitions in Europe. But he had never studied drawing and painting at school, this gives Cosomati's works their originality. He's an artist who expresses himself in his own way: fresh, youthful, without hinerance of learning and technique. And also why, despite his burden of years, reflects very well the spirit of our time; essentially an avant-garde spirit, looking to the future, the new.

At the recent exhibition of Italian artists in London, Cosomati Senior (there is another Cosomati, as we shall see, that follows his father's footsteps in another field) exhibited two brighter and clearer landscapes: one of a high mountain, the other of a solitary house which is reflected in the purity of a lake: both recognizable without the help of the catalogue or of the artist's signature, because Cosomati's paintings, for those who have not seen one, are always recognized, because of the personal and original style of this unique interpreter of nature.

His works can be seen at the British Museum here in London, in the Modern Gallery of Dresden, at the Museum of Elberfeld, Karlyrnhe, Frankfurt etc., and also in various galleries (Museum of modern art in Milan, Uffizi Gallery in Florence, etc.), and Italian exhibitions, because from 1923 he began to go and to become known even in Italy, making various personal exhibitions and participating with a whole room of paintings at Il Biennale Romano.

Living in England, it was inevitable that this poet of the mountain, this idealizer of rough rock, fell in love with Cornwall, and some of his finest works were in fact inspired by rugged cliffs and barren hills in the extreme south west coast of England.

On the art of this great artist of which just in the month of March was inaugurated in Zurich, a personal exhibition, we like to publish some insights of rthe eviews of our greatest writers:

CARLO CARRÁ. (Monograph "Ettore Cosomati" poetry workshop, 1924).

- Ettore Cosomati is a landscaper who concedes nothing to conventions. His painting shuns easy aspects. He does not content himself to represent things in their appearance, but in these seeks the essential laws.

The harmony of his lines is simple and classic. He belongs to the born artists, who draw almost without their knowledge. His drawing is realistic and idealistic, but it is difficult to establish with accuracy, using words, where is the line of sutures that combines the real and the fantastic.

ARDUINO COLASANTI (preface to the catalogue of the Ettore Cosomati exhibition at Il Biennale Romana 1923).

- Looking at the paintings of the Neapolitan artist, you have to do without any idea of material Objectivism, from all worries that tend to make artwork a tale, one comment shows, an exterior optical deception.

- In analytic representation work he attempts to do extreme synthesis, to a true plastic phenomenon. I say "attempt" because no difficulty is more difficult, no effort is harder than that of the external contingencies tends to raise the essential element of creation.

ROBERTO PAPINI (Emporium Bergamo April 1924 "Il Biennale Romana").

- And here appears an extraordinarily interesting painter for the completed evolution and for the results achieved: Ettore Cosomati. In him - how well Arduino Colasanli says in the preface to the catalogue - "all the objective chaos he orders, he composes, harmonically balanced and solidly built". There is not in this painter, who began his life as a mathematician, an analogy of the beginning with those Renaissance artists who demanded at the mathmatical Summit of Fra Luca Paciolo the rhythmic rules of their art?

The fact is that the art of Ettore Cosomati, pertains to the reconciliation between the formal vs constuctive problem and the colour vs light problem, is the link between the paintings of yesterday and those of tomorrow, between the direct study of the real and the transfiguration of reality. Coming from the teachings of Hodler, a schematizer of form, he drawn to the palette of Cézanne just enough to alleviate the Swiss hardships without disturbing him and joined, alert and measured, cautious and serene, an expressive power that has a modern sensibility and ancient spirit.

PAOLO MONELLI (La Nazione, May 15 Florence 1925 "Italian Alps").

- There are paintings of Cosomati that appear to be made with the miners pick-axe which open the roads on the flanks of the mountains. Rocks, walls and ice are painful and hard under a definitive sky that has neither languor nor nostalgia. That rock is made to be grabbed, not indolently contemplated from a hotel window; that snow must be striped with the skis to take possession and subjugate it. Only a mountaineer and a lover of the brute forces can depict the sense and the relief of ferocious mountains.

- But that hardness is warm and human, that skeleton of rock is intoxicated by light, and the snow seems mixed with the fire that runs down from Pomagagnòn.