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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

BONO, LUIGI

Terminata la grande guerra alla quale aveva partecipato con tutto il suo entusiasmo giovanile meritandosi al fronte la croce di guerra, Luigi Bono si recava da Arona, suo paese nativo, in questa metropoli in cerca di miglior fortuna. Luigi Bono, simpatica figura di lavoratore infaticabile ed intelligente, di carattere schietto ed energico, da venti anni lavora come cuoco in un rinomato ristorante in Oxford Street, godendovi la fiducia e la stima dei suoi superiori e del personale da lui dipendente.

Italiano al cento per cento pur essendo fascista di data recente, è stato sempre un assertore d'italianità tra i lavoratori della sua categoria, mentre ha sempre preso parte a tutte le manifestazioni patriottiche del Fascio e della collettività.

Avevo appena approntato per la Guida questi brevi tratti biografici di Luigi Bono quanto me lo son visto presentare in ufficio ansimante e con gli occhi luccicanti di emozione. "Vengo da Voi", mi ha subito detto, affinchè a vostra volta informiate anche il Segretario del Fascio, che quest' oggi ho avuto la visita di un mio vecchio compagno di lavoro albanese che da anni non vedevo il quale è venuto ad esprimermi la sua grande soddisfazione per essere divenuto suddito del Re d'Italia e tutta la sua alta ammirazione per il Duce. A questa manifestazione sincera spontanea erano presenti vari compagni di lavoro anche di differente nazionalità ai quali ho fatto provare con mano la verità dei fatti sulla conquista albanese e quanto menzognera fosse la stampa dei paesi così detti democratici. Miglior occasione non potevo avere per far cessare gli insulti ed i sarcasmi sul nostro conto in certo ambiente. Forse a voi ed al Segretario potrebbe sembrare cosa di poco momento, ma posso assicurarvi che questo episodio, che mi ha commosso profondamente, è stata un'opportuna lezione per quei lavoratori antitaliani e che, son sicuro, avrà anche la sua eco in altri ritrovi". No. camerata, gli ho risposto, la vostra commossa soddisfazione è ancora una prova della vostra grande italianità e son certo che il nostro Segretario ne gioirà ed apprezzerà i vostri alti sentimenti d'italiano e di fascista.

Translation

After the great war, in which had paticipate with all his youthful enthusiasm and earning, at the front, the War Cross, Louis Bono went from Arona, his home town, to this metropolis in search of better fortune. Louis Bono, likeable figure of a tireless worker and smart, outspoken and energetic character, from the age of twenty years works as a chef in a popular restaurant in Oxford Street, enjoying the confidence and esteem of his superiors and the staff dependent on him.

One hundred percent Italian although a recent fascist, has always been an advocate of "italianism" among workers in his class, and has always taken part in all the patriotic and Fascio events and the community.

I had just set up these brief biographical pieces about Louis Bono for the "Guida" when he presented himself before me at the Office panting and eyes glistening with emotion. "I come to you", he immediately said to me, "so that you, in turn can inform the Secretary of the Fascio, that today I had a visit from one of my old Albanian workmate who I have not seen for years, he came to express his great satisfaction at becoming a subject of the King of Italy and his high admiration for Mussolini. At this sincere spontaneous display were several fellow workers of different nationalities from who I did try prove at first hand the truth of the facts of the conquest of Albania and how bogus was the press of so called democratic countries. A better opportunity couldn't have happened to stop the insults and sarcasm about our account in a certain environment. Maybe for you and the Secretary this might seem thing of little impotance now, but I can assure you that this episode, that moved me deeply, was an appropriate lesson for those anti-Italian workers and that, I am sure, will also have its echo in other meetings."

"No comrade", I replied, "your heartfelt satisfaction is still a proof of your great Italianism and am certain that our Secretary who will rejoice and will appreciate your high feelings of Italian and fascist."