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The information below has been extracted from the original Italian article contained in the 1939 Edition of the "Guida Generale Degli Italiani In Gran Bretagna". An English translation has been provided below the transcription. Please inform the Webmaster of any translation errors.

BENINI, GIUSEPPE

Giuseppe Benini nacque a Bologna nel 1881 e seguì per volere paterno gli studi di musica presso il locale Conservatorio. Al giovanetto però poco andava lo studio musicale e le interminabili lezioni di solfeggio e di armonia lo rendevano non poco triste. Egli si sentiva attratto verso una carriera che gli consentisse di vivere un'attiva giornata di lavoro e gli permettesse di sviluppare qualche bella iniziativa. La musica gli avrebbe concesso solo dopo molte fatiche la soddisfazione di un applauso, egli al contrario voleva subito entrare nel gran mondo e vivere una vita di lavoro ben più redditizia di quella del musicista. Fu cosi che, sebbene diplomatosi, lasciò subito la musica e si diede a girare il mondo per farsi una certa cultura e procurarsi una certa esperienza sulla vita alberghiera. Eccolo quindi a Montecarlo, Trouville, San Sebastiano e in altri locali di fama mondiale. Dovunque egli osserva il modo di agire del personale, il tatto da usarsi verso i clienti e si forma un concetto del tutto personale del modo come vada gestito un grande albergo e delle accortezze da usarsi perchè il locale possa godere di una giusta rinomanza.

Nel 1908 giunse a Londra e, data la sua competenza, non gli fu difficile ottenere un posto di direttore al Piccadilly Hotel. Conservò tale carica con vero encomio fino al 1928, escluso il periodo della guerra che, da ottimo Italiano, passò al fronte. Fece la guerra con lo stesso entusiasmo con cui intraprese la carriera elberghiera e si meritò la promozione a sergente e la croce per merito di guerra.

Nel 1928 passò come direttore ed azionista nello Hungarian Restaurant, posto che tuttora occupa. Alla carriera alberghiera egli si era preparato con vera passione e la sua vocazione non è stata per lui menzogniera: il suo carattere affabilissimo gli procura la simpatia di quanti lo avvicinano e la sua profonda competenza in materia gli permettono di venire incontro a qualsiasi richiesta si che si resta sempre contenti della sua opera. Lo stesso zelo, la stessa affabilità egli porta tra i connazionali che stanno a suo contatto. Stimatissimo come fascista, gode sopratutto le simpatie dei meno abbienti, i quali notano con vera graditudine tutto l'entusiasmo con cui segue l'attività che l'ente assistenziale del Fascio svolge a favore dei connazionali.

Translation

Giuseppe Benini was born in Bologna in 1881 and followed his father's wish by studying music at the local Conservatory. The young man, however, went little to the study of music and the endless lectures on sol-fa and harmony made him more than a little sad. He felt drawn to a career that would allow him to live an active working day and to develop some good initiatives. He would have granted music the satisfaction of applause only after many hardships, he instead wanted to immediately get into the great world and live a working life far more profitable than as a musician. Thus, although he graduated, he left music and began to travel around the world to get a certain culture and get some experience on the hotel life. He was then in Monaco, Trouville, San Sebastian and other world-class venues. Wherever he observes the actions of staff, the tact to be used towards customers and builds a very personal concept of the way how to go run a big hotel and the precautions for take so that the premises can enjoy a fair reputation.

In 1908 he went to London and, given his expertise, it was not hard to get a post of Manager at the Piccadilly Hotel. He retained this position with genuine praise until 1928, excluding the period of the war when, being an excellent Italian, he went to the front. He fought the war with the same enthusiasm with which he undertook his hotel career and earned promotion to Sergeant and the War Cross of Merit.

In 1928 he became Manager and shareholder in the Hungarian Restaurant, a post he still occupies. He had prepared for his hotel career with passion and his vocation was not for him false: his very affable character gained him the admiration of those whom came in contact and his profound expertise allow him to meet any demand so that he always remained happy with his work. He brings the same zeal, the same affability with fellow countrymen with whom he comes in contact. Highly esteemed as a Fascist, he especially enjoys the admiration of the less well-off, who see with real gratitude all the enthusiasm with which follows the welfare activity of the Fascio in support of compatriots.